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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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19 marzo 2014

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Produzione e produttività

di Paolo Surace

Negli ultimi cinquanta anni, la produzione agricola è più che triplicata in volume; l’aumento della produttività ha reso possibile un maggiore apporto di cibo a prezzi contenuti. 
Nella prima metà di questo XXI secolo la domanda globale di cibo, di alimenti per il bestiame e di fibre tessili crescerà del 70 per cento. L’evoluzione della domanda per la produzione di biocarburanti accrescerà i margini d’incertezza. 
Che fare? La FAO afferma che, per soddisfare questa domanda, gli agricoltori avranno bisogno di nuove tecnologie. Produrre di più con meno terra e meno forza lavoro. 
Una delle condizioni per un duraturo e stabile equilibrio tra domanda e offerta di cibo è promuovere la crescita della produttività.
Negli ultimi cinquanta anni, la produzione agricola globale è cresciuta del 2,2 per cento per anno. La maggiore crescita si ha negli anni ’60-’70 (2,8 per cento) grazie all’intensificazione della produttività, con la “Rivoluzione verde”.
Nell’ultimo decennio, sono rallentati il processo d’intensificazione e la messa a cultura di nuove terre (0,7 %), ma è aumentata la produttività dei fattori (1,8 %). L’aumento dell’efficienza e della produttività dei fattori ha contribuito per oltre il 75% alla crescita della produzione agricola globale. 
La produttività totale dei fattori cresce, in media d’anno, del 4% nelle regioni del Nord e Sud Europa, del 3% nelle altre. Per tutto il periodo, la crescita è stata guidata dal progresso tecnico, con una caduta generalizzata dell’efficienza tecnica negli anni 2002-2003.  Nel periodo successivo è cresciuta l’importanza dell’efficienza nell’uso dei fattori. Le imprese agricole, soprattutto negli anni della crisi, hanno investito meno in innovazione. 
Gli andamenti variano notevolmente tra le diverse aree del mondo. I Paesi più poveri sono penalizzati da bassi investimenti in ricerca, infrastrutture e servizi.   
I Paesi in via di sviluppo hanno beneficiato, in un breve periodo, delle conoscenze scientifiche e delle innovazioni accumulate nel corso di due secoli. In essi, la crescita della produzione (3,3% per anno) è dovuta al maggiore impiego di mezzi tecnici (1,9% ) con una relativamente bassa crescita della produttività dei fattori (1,4%). Al contrario, nei Paesi sviluppati, la crescita della produzione (1,2 %) a fronte di un minor impiego di mezzi tecnici (-0,5 %) è dovuta a un consistente aumento della produttività dei fattori (1,8 %). 
Una crescita accelerata della produttività dei fattori nell’ultimo decennio si riscontra particolarmente nei Paesi in sviluppo e nelle economie in transizione dell’ex Unione Sovietica e dell’Europa orientale. Gli investimenti in ricerca, le riforme politiche e istituzionali hanno contribuito al raggiungimento di questi risultati. Al contrario, molti paesi, in particolare dell’Africa sub-sahariana, sono ancora ben lontani da questo club della crescita; la produttività dei fattori si mantiene molto sotto la media. 
Negli ultimi dieci anni, il complesso dei paesi in sviluppo ha registrato una crescita delle produttività dei fattori del 2,2 % l’anno; più del doppio di quella dei paesi dell’Africa sub-sahariana, 0,99 %. La crescita della produzione, in linea con quella media dell’insieme dei paesi in sviluppo (3,3-3,4 %) è, tuttavia, stato possibile solo grazie alla continua crescita del consumo di mezzi tecnici (2,28 %), soprattutto fertilizzanti (4,14 %). 

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