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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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29 gennaio 2014

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Conoscere per decidere sugli OGM

Pubblichiamo la lettera inviata ai Consiglieri regionali italiani da parte delle principali istituzioni scientifico-agricole italiane

Signori Consiglieri,
ci rivolgiamo a voi all'indomani dell'approvazione di un ordine del giorno da parte della Conferenza dei Presidenti dei Consigli Regionali del 13 dicembre 2013 che esorta Enti territoriali e, presumibilmente, il Parlamento all'adozione di misure penali contro chi dovesse seminare in Italia anche nel 2014, come già avvenuto nel 2010 e nel 2013, piante geneticamente ingegnerizzate, i cosiddetti OGM.
Ci rivolgiamo a voi perché di tutta evidenza la materia è estremamente complessa per le ripercussioni, scientifiche, giuridiche, economiche, agricole e di relazioni internazionali che coincidono con il prestigioso impegno del nostro Paese nell'organizzazione di EXPO 2015, evento a cui sono attesi a Milano quasi tutti i Paesi del pianeta tra cui quelli che coltivano da diciassette anni gli OGM.
L'ordine del giorno approvato, nella sua necessaria sintesi, presenta numerose gravi lacune che potrebbero influire sulle decisioni politiche che vi apprestate ad assumere e che potrebbero avere influenze nefaste sul futuro del nostro Paese, sulla possibilità di avere un settore agricolo moderno e produttivo e sulla possibilità di rimettere in ordine i conti pubblici che vedono uno strutturale deficit dell'intercambio delle produzioni agricole destinate all'alimentazione con l'estero per dieci miliardi di euro l'anno tutti gli anni da almeno un ventennio.
La stragrande maggioranza della comunità scientifica italiana ha redatto documenti e sostenuto in tutte le sedi la validità della tecnologia degli OGM come motore per la tutela dell'ambiente, come sistema per aumentare la sicurezza alimentare per i nostri concittadini, per preservare la biodiversità agricola e per dare un futuro alle giovani generazioni. Lo scorso anno l'undici per cento di tutte le coltivazioni mondiali è derivato da piante ingegnerizzate e queste percentuali sono destinate a crescere ancora negli anni a venire. L'intero settore della mangimistica italiana ed europea (completamente ignorato nell'ordine del giorno approvato) è basato sull'uso di soia, mais ed ora anche semi di cotone OGM. Senza questi mangimi, recita un recente documento del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, la zootecnia italiana sarebbe in ginocchio.
Vi chiediamo di ascoltare la voce dei più autorevoli esponenti della comunità scientifica italiana che non ha interessi commerciali e che non si schiera né con le multinazionali favorevoli all'introduzione degli OGM in Europa né con le multinazionali che osteggiano tale ingresso di OGM sui nostri territori. La comunità scientifica italiana vi chiede solo di poter essere convocata in audizioni per poter allargare lo spettro delle informazioni che potrebbero contribuire ad assumere delle risoluzioni molto importanti per l'avvenire di questo Paese. Vi chiediamo di scegliere tra le personalità di spicco e di valore internazionalmente riconosciuto capaci di agire da esperti tecnici per i decisori politici.
Vi chiediamo solo di non cedere a derive dottrinali ed assurde ideologie e di accettare di ascoltare anche la voce della Scienza del nostro Paese prima di adottare decisioni di così grande responsabilità.

Prof. Franco Scaramuzzi, Presidente Accademia dei Georgofili
Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente Accademia Agraria di Bologna
Prof. Felice Cervone, Presidente FISV (Federazione Italiana Scienze della Vita)
Prof. Vincenzo Cerbi, Presidente AISSA (Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie)
Dott. Michele Stanca, Presidente UNASA (Unione Nazionale delle Accademie per lo Scienze Applicate allo Sviluppo dell’Agricoltura, alla Sicurezza Alimentare e alla Tutela del Territorio)
Prof. Fabio Veronesi, Presidente SIGA (Società Italiana di Genetica Agraria)

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Commenti

bianca baccarini - inserito il 02/02/2014

Sono d'accordo con questa iniziativa.

Matteo Lucin - inserito il 02/02/2014

http://www.artoi.it/articoli-scientifici/alimenti-ogm/

Matteo Lucin - inserito il 02/02/2014

Eventuali patologie derivanti dal consuom di OGM hanno tempi di latenza anche di 20 anni. Quindi finché non si faranno studi di 20 anni su ogni variante di ogni OGM non si starà lavorando per la tutela del cittadino. Se invece si spendessero i soldi spesi per aiutare l'agricoltura tradizionale, per sviluppare e verificare l'attendibilità e la fattibilità di altri modi di fare agricoltura potrebbe diventare inutile dover ricorrere agli ogm. Purtroppo lavorare con la natura e non contro natura, non va ancora di moda.

Anna Rita Ciccarese - inserito il 01/02/2014

sono pienamente favorevole alla NON DIFFUSIONE delle piante e dei semi geneticamente modificate in suolo italiano.

paolo blasi - inserito il 01/02/2014

condivido l'appello e lo sottoscrivo

salvatore masciullo - inserito il 01/02/2014

Fa piacere vedere un mio compaesano facente parte di questo ente UNASA Dott Micbele Stanca

francesco donati - inserito il 30/01/2014

Da agricoltore mi si stringe il cuore dover leggere certi scritti dei nostri migliori ingegni per far comprendere ai nostri politici l'ignoranza di tante ideologie che conoscono un solo monosillabo della lingua italiana: NO a prescindere sul futuro qualunque proposta contenga. Un paese che guarda soltanto indietro è destinato soltanto a rimanere indietro.

Domenico Schiavone - inserito il 30/01/2014

Sono il Dott. Domenico Schiavone laureato in Agraia a Bari e sono perfettamente d'accordo con Voi. Non capisco come mai se i Consiglieri non vogliono la coltivazione di piante OGM perchè permettono di importarle e utilizzarle ai fini agricoli (mangimi per animali), purtroppo questa è simile alla storia degli estrogeni. In Italia non è possibile utilizzarli e poi importiamo carne dai Paesi che è possibile utilizzarli. Siamo in Italia. Ciao

Russo Vincenzo - inserito il 29/01/2014

condivido pienamente l'iniziativa.

Carlo Alberto Ciri - inserito il 29/01/2014

Finalmente! Ottimo articolo.Vi prego diffonderlo quanto possibile

Pietro Enrico Corsi - inserito il 29/01/2014

Sono totalmente d'accordo e per quanto ne so si può essere contro certe politiche commerciali delle multinazionali che producono sementi OGM ma non contro tale progresso scientifico che ormai in atto da oltre un decennio ha dimostrato di non essere nocivo alla salute dell'uomo. La sapienza di un bravo politico sta nella consapevolezza della sua ignoranza. E dei disastri che questa può produrre per il Paese.

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