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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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20 novembre 2013

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Ancora troppi infortuni in agricoltura

di Pietro Piccarolo

L'Inail del Piemonte ha presentato il suo Rapporto Annuale organizzando il 13 novembre scorso a Torino un Convegno su "Agricoltura: nuove prospettive tra rischi e prevenzione". E' anzitutto emerso che i dati generali sono sostanzialmente in linea con quelli nazionali. Nel 2012 gli infortuni regionali denunciati sono stati 50.488, con una diminuzione del 9,3% rispetto al 2011, simile a quella rilevata a livello nazionale. Gli infortuni mortali sono scesi a 58 facendo registrare una riduzione del 13,4%, più che doppia rispetto al dato nazionale che ne denuncia 790 e cioè più di due al giorno.
Il direttore regionale dell'Inail Lanza, ha messo in evidenza che questi dati positivi sono imputabili alla più diffusa consapevolezza del rischio acquisita in virtù dell'azione di prevenzione sviluppata in collaborazione con diverse organizzazioni, ma sono anche il frutto della recensione che ha portata una trasformazione del mercato del lavoro. 
Alla pressoché stabilità degli occupati nel terziario, si contrappone infatti una riduzione degli occupati nell'industria (-2,4%) e in agricoltura (-6,7%), a cui si aggiunge l'aumento delle ore di cassa integrazione ordinaria. A palesare la crisi economica del Piemonte, sono anche gli indicatori del Pil, sceso del 2,3% e ai fallimenti che sono cresciuti del 7,4%. 
E' quindi logico pensare che questi dati non incoraggianti sulla situazione economica e sociale, in Piemonte come in Italia, abbiano avuto un ruolo sul fenomeno infortunistico degli ultimi anni, consolidandone la tendenza decrescente di lungo periodo.
Sulla base delle gestioni assicurative Inail, l'analisi del fenomeno infortunistico in Piemonte fa rilevare che,dei 50.488 infortuni denunciati nel 2012, 44.678 sono imputabili a industria e terziario(88,5%), 3.619 all'agricoltura (7,1%), 2191 all'amministrazione statale (4,4%). Dei 3.619 dell'agricoltura (426 in meno rispetto al 2011), 7 hanno avuto esito mortale (1 in più rispetto al 2011), con un'incidenza del 12% sul totale regionale. La frequenza infortunistica specifica in agricoltura (infortuni/1000 occupati), importante indicatore del rischio, è particolarmente preoccupante proprio per gli infortuni mortali. Questo perché al 12% di eventi con esito mortale si contrappone solo il 3% degli occupati, confermando così la perdurante pericolosità del lavoro agricolo.
Se ne deduce che, mentre gli infortuni tendono a distribuirsi, entro certi limiti, in funzione della numerosità degli occupati, quelli mortali sono più fortemente in relazione ai maggiori rischi connessi al tipo di attività produttiva e ai relativi mezzi impiegati, piuttosto che alla densità occupazionale.
Non meno preoccupante è l'andamento delle malattie professionali in agricoltura che nel 2012 sono risultate pari al 17% del totale piemontese, con una crescita rispetto al 2011 del 30%. Le più diffuse sono quelle osteoarticolari (89%), mentre sordità e tumori hanno incidenze poco rilevanti.
Le macchine agricole concorrono in modo rilevante all'evento infortunistico anche perché, secondo i dati forniti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, l'Italia ha un parco macchine obsoleto in quanto 1.600.00 veicoli hanno un'età media di 25 anni. Le macchine di non recente costruzione risultano infatti spesso prive degli opportuni sistemi di sicurezza. A ciò si aggiunge il fatto che l'età di chi guida il trattore è mediamente elevata. Secondo i dati dell'Osservatorio Inail sugli infortuni in Italia del settore agricolo-forestale, gli infortuni mortali relativi ai trattori nel 2012 sono stati 115, di cui 91 per capovolgimento; più del 50% del totale ha interessato persone di 65 anni e oltre.
Le aspettative di miglioramento sono legate al maggiore rispetto delle linee guida dell'Inail, all'attuazione della revisione delle macchine agricole (v. Georgofili INFO del 6/11/2013, articolo di Alberto Cappelli) e al rispetto dell'Accordo tra Stato e Regione del 22/2/2012 che prevede l'obbligo di frequenza di specifici corsi per i trattori agricoli e forestali, caratterizzati da durate e requisiti minimi di validità riportati nell'Accorso stesso, secondo quanto disposto dall'art. 73 del Decreto Legislativo 81/08.
Il Comitato "Prevenzione e sicurezza del lavoro agricolo" dei Georgofili continuerà a essere vigile su queste importanti tematiche.


(foto: sicurstrada.it)
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