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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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09 ottobre 2013

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LA BOMBA ALIMENTARE

Unico nostro "orto": il pianeta terra

di Franco Scaramuzzi

Il nostro "orto" (inteso come espressione simbolica dell'insieme di tutte le aree coltivabili del pianeta terra) è l’unica fonte di tutto il cibo che ci nutre e ci consente di vivere. Sappiamo che non è sempre e ovunque sufficiente e che in diverse plaghe del mondo la carenza provoca morte per fame. Sappiamo anche che la popolazione mondiale (6 miliardi di individui) fra pochi decenni supererà i 10 miliardi e che aumenteranno anche le esigenze alimentari dei singoli. Sappiamo inoltre che non è  più possibile continuare ad allargare il nostro "orto". Dobbiamo quindi cercare di incrementare le attuali produzioni alimentari unitarie (cioè su ogni ettaro coltivato), facendo leva sulle nuove conoscenze offerte dalla ricerca scientifica e sul conseguente sviluppo di tecnologie innovative. Possiamo cioè confidare solo su una nuova e impegnativa "rivoluzione verde", questa volta globale perché nessun Paese può sottrarsi ad una tale esigenza.
Le eterogenee comunità che popolano il nostro pianeta vanno evolvendosi e aprendosi nuove strade, anche se talvolta conflittuali. L'attuale geopolitica emergente guarda a nuovi orizzonti, usando ogni possibile strumento (quali i Summit mondiali) per trovare condivise soluzioni a problematiche che investono l'intero pianeta e che non possono essere risolte solo da uno o pochi Paesi (sicurezza alimentare, fonti energetiche, cambiamenti climatici, tutela ambientale, ecc.). L’incontro e l’intreccio di tante diverse culture impongono una reciproca, civile e saggia tolleranza, comprensione e collaborazione, nell’interesse e nel rispetto di tutti verso i diritti e le legittime libertà di ciascuno.
Anche per questi motivi sono convinto che l'importante tema "nutrire il pianeta" sia stato determinante nella designazione di Milano come sede dell’Expo 2015. Il senso di questo tema, così sinteticamente espresso, va chiaramente interpretato come nutrire la popolazione del pianeta, che equivale a garantire la sicurezza alimentare globale. La panoramica può essere giustamente estesa anche ai tanti problemi connessi (qualità dei prodotti, aspetti nutrizionali e sanitari, ecc.). Ma rispetto a qualsiasi altra attività produttiva è del tutto primario il ruolo dell'agricoltura (intesa nell’ampio significato della sua moderna definizione) alla quale compete l'unica soluzione possibile per conseguire appunto la sicurezza alimentare quantitativa: produrre meglio e di più. Nell'Expo c'è spazio per tutto. Si confida quindi che venga gestito nel rispetto degli intenti enunciati, evitando prevaricazioni di ideologie e di affiancate forze economiche. 
Non dimentichiamo che le rivolte popolari, verificatesi anche recentemente in varie parti del mondo, sono state generate quasi sempre da carenze di pane e non di companatico, né da problemi qualitativi o salutistici.

Cfr. QN, 8/10/2013

(foto: www.4forafricablog.com)


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Commenti

Maurizio Lambardi - inserito il 21/10/2013

Condivido pienamente il Suo punto di vista e spero che quanto Lei auspica venga adeguatamente recepito, puntando alla concretezza delle azioni e non lasciandosi trasportare dai "luoghi comuni" che, troppo spesso, ottengono il risultato primario di confondere le idee. Lei ha proprio ragione: di cibo, nel mondo, si muore prima di tutto per sua carenza e, in misura molto minore, di scarsa qualità dello stesso. Dovremmo ricordarcelo sempre, tutti!

Antonio Bruno - inserito il 15/10/2013

Gli orti sono divenuti progetti nel Salento leccese. Proprio in questi giorni ne stiamo progettando uno a Gallipoli. Tornare a osservare la realtà oltre che a produrre cibo è divenuta attività di tendenza e nella vicina cittadina di Sannicola anche un attività economica. C’è abbondanza per tutti e c’è cibo per tutti questo deve essere il motto della nostra Agronomia.

Sandro Chiusoli - inserito il 14/10/2013

Molto gradito.Grazie.

giulio crescimanno - inserito il 11/10/2013

L'analisi di Franco Scaramuzzi è ineccepibile e di assoluto valore.Va stanata la FAO "credibile fino a prova contraria e per quello che costa" che opera in tutto il Mondo.L'Expo di Milano potrebbe rappresentare un'occasione irripetibile per evidenziare dettagliatamente soluzioni al problema magistralmente affrontato da Scaramuzzi.

Massimo Burioni - inserito il 10/10/2013

Bisognerà iniziare a pianificare la protezione delle aree a vocazione agricola (l'orto del Prof. Scaramuzzi) escludendule da altri usi; per evitare di ritrovarci un giorno senza superfici coltivabili sufficienti a produrre cibo per tutti.

Sandro Vitale - inserito il 10/10/2013

Grazie mille! Interessante e gradito articolo.

Giulio Margheri - inserito il 10/10/2013

Ho letto con molta attenzione il commento del Professor Sscaramuzzi sull'articolo "La bomba alimentare", ed ho apprezzato la Sua saggezza e la lungimiranza che lo contraddistingue. Sono convinto che solo garantendo a tutti gli esseri umani il minimo vitale si possono evitare conflitti e guerre senza vincitori. Ho avuto il piacere di conoscere il Professore personalmente, ed ho sempre ammirato il Suo modo di pensare.

Gianfranco Piva - inserito il 10/10/2013

L’idea dell’orto mi è piaciuta molto. Condivido pienamente l'articolo.

Maurizio Cocucci - inserito il 10/10/2013

sono davvero contento di questa indispensabile ed opportuna considerazione. In caso contrario secondo me cadremmo nel ridicolo: presentiamo i dettagli quando il vero problema è nella sostanza.

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