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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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18 settembre 2013

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La prima Esposizione Italiana: Firenze, 1861

di Franco Scaramuzzi

Nell’ultimo numero della Rivista di Storia dell’Agricoltura (giugno 2013 – pg. 109-155) il prof. Danilo Barsanti, della Università di Pisa, ha pubblicato un documentato lavoro storico sulla "Esposizione Italiana" realizzata a Firenze nel 1861. Merita di essere letto (traendolo dal sito http://rsaonline.storiaagricoltura.it/), anche per le riflessioni che può stimolare sull'ormai prossima "Expo 2015" già in allestimento a Milano. 
Nel Granducato di Toscana, per iniziativa dei Georgofili, le "Esposizioni agricole" (e/o industriali) ebbero inizio nel 1838 e si ripeterono con periodicità. Già nel 1845, il Congresso degli Scienziati lanciò l’idea di realizzare una "Esposizione Italiana", pur non essendo stata ancora realizzata l’Unità nazionale. La proposta fu formalmente approvata nel 1846 al successivo Congresso di Genova. Non fu però possibile realizzarla, per vari motivi contingenti. 
Il Governo provvisorio di Ricasoli, nei primi mesi del 1860, decretò l’approvazione della “Esposizione dei prodotti toscani”. Ma poi, nel giugno dello stesso anno, con un apposito Disegno di Legge, decise di trasformarla in “Esposizione dei prodotti italiani”, da organizzare a Firenze nel settembre dello stesso anno. Tutto ciò, nonostante che la spedizione dei 1000 fosse ancora in corso e che Roma e Venezia non fossero ancora unite. 
Il parere dei Georgofili fu determinante. Sotto la spinta dei successi ottenuti con la loro partecipazione alle Esposizioni Universali di Londra (1851) e di Parigi (1855), essi stavano già preparando quella successiva di Londra (1862). Erano molto spesso Georgofili quelli che, a quell’epoca, riempivano le pagine del “Giornale Agrario Toscano”, oltre che gli Atti della loro Accademia, costituendo una élite di moderati sostenitori anche delle scelte economico-sociali del Governo nazionale provvisorio, dopo aver ispirato importanti iniziative del Granducato nel suo ultimo secolo. 
La realizzazione di quell’impegnativo evento fiorentino fu affidata, con decreto reale, ad una Commissione di 28 membri alla cui presidenza fu nominato Cosimo Ridolfi, Presidente appunto della Accademia dei Georgofili.
Con alacre impegno furono eseguiti i lavori per realizzare la cittadella espositiva (112 mila m2), nell'area della storica stazione ferroviaria "Leopolda" (Porta al Prato) non appena quella stazione fu trasferita a Santa Maria Novella. All’interno fu creato anche un grande giardino, allestito a cura della Società Toscana di Orticoltura. 
L'Esposizione fu inaugurata da Re Vittorio Emanuele il 15 settembre 1861 e rimase aperta fino all’8 dicembre. Ebbe un grande successo, anche perché animata da un generale impegno, con la forza dello spirito risorgimentale e la voglia di misurare le capacità della nascente Nazione.
La recente pubblicazione di Danilo Barsanti rimedia ad una relativa e inspiegabile negligenza storica su quell’evento, raccogliendo molti dati interessanti. Non manca giustamente di evidenziare alcune delle difficoltà incontrare e di riportare alcuni suggerimenti, espressi anche dello stesso Cosimo Ridolfi, per analoghe iniziative future. 

Foto in apertura: 
Incisione della Cittadella espositiva realizzata alla ex stazione "Leopolda".
(dalla Relazione del Comitato Esecutivo, Ed. Barbera 1862, Miscellanea dei Georgofili).

Figura 2
“….. al centro dell’edificio principale si trovava una statua in marmo di Sallustio Bandini …. apostolo della libertà economica …” - La foto mostra quella stessa statua nella sua attuale collocazione, all’ingresso della Sede dei Georgofili

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