terra acqua aria sole vita agricoltura cultura

Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

logo_georgofili

03 luglio 2013

top_colonna1

Stampa

Il cibo bio piace per le aspettative create

di Dario Bressanini

Anche se non ci sono prove scientifiche solide per sostenere che il cibo biologico sia mediamente più sano e nutriente del cibo convenzionale, in molti sono però disposti a giurare che il bio è comunque più saporito e gustoso. Le prove, a favore o contro questa affermazione,latitano, ma alcuni recenti esperimenti gettano qualche spiraglio di luce sulla questione.
Quando acquistiamo un prodotto alimentare lo scegliamo in base ad alcune caratteristiche che possiamo sperimentare con i nostri sensi, come il colore o il sapore. Altre però non sono verificabili dall’acquirente: il metodo di produzione, le proprietà salutistiche o la provenienza geografica. Vari esperimenti hanno mostrato come queste caratteristiche intangibili possano influenzare la percezione del gusto.
Un gruppo di ricercatori di Udine, Ancona e Potenza ha fatto assaggiare a 150 persone un formaggio pecorino biologico e uno convenzionale, chiedendo di dare un voto da 1 a 9. Il primo assaggio si è svolto in cieco: nessuno sapeva se stava assaggiando il pecorino bio o l’altro. Successivamente, dopo aver dichiarato le aspettative che avevano su entrambi i prodotti, le presone hanno assaggiato i due formaggi, ora ben identificati. Sorprendentemente, il pecorino bio è stato apprezzato di meno se assaggiato in cieco e il contrario è successo al pecorino convenzionale, apprezzato di più senza avere informazioni sulla sua produzione.
Questi esperimenti non dicono nulla sul gusto dei prodotti biologici. Piuttosto rivelano come le informazioni che riceviamo sul cibo possono avere una profonda influenza su di noi, creando aspettative positive o negative, arrivando perfino a modificare la percezione del gusto.

Estratto dall’articolo pubblicato su Il Corriere della Sera, 30/06/2013

inter_colonna1
Share |

bottone_invia

Commenti

Giovanna Serenelli - inserito il 07/07/2013

Molto interessante l’articolo. Non mi sorprenderebbe se nell’esercitare i nostri gusti entrassero in gioco le nostre conoscenze. Non ho letto l’articolo dei ricercatori, ma un piccolo dubbio ce l’ho, ed è una semplice domanda: poiché esistono in commercio vari tipi di aromi, inclusi quelli di vari formaggi (dal Gorgonzola, al Cheddar, dalla Gruviera al Pecorino) i ricercatori hanno controllato la presenza di questi aromi nei prodotti convenzionali o no che siano? Gradirei molto, se qualcuno potesse fornirmela, una risposta.

inter_colonna1
top_colonna3
box_cerca bottom_titolo_box_p bottone_cerca
box_partners bottom_titolo_box_p
  • coltura e cultura
  • agricultura.it
  • agronotizie
  • almanacco delle scienza
  • fresh plaza
  • stilenaturale.com
  • teatro_naturale
  • fertirrigazione
  • il floricultore
  • aset toscana

Copyright 2010 - ACCADEMIA DEI GEORGOFILI - C.F. e P.iva 01121970485

Disclaimer | Privacy | Credits