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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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22 maggio 2019

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L’olio extravergine di oliva è il miglior alleato contro l’Alzheimer

Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza degenerativa progressivamente invalidante con esordio prevalentemente in età presenile. Il processo degenerativo, che colpisce progressivamente le cellule e le connessioni cerebrali, provoca quell’insieme di sintomi che va sotto il nome di demenza, con progressivo e globale declino delle funzioni cognitive e il deterioramento della personalità e della vita di relazione.
Una ricerca in atto all'Università di Firenze ha scoperto che l'olio extra vergine d'oliva è il miglior alleato contro l'Alzheimer. Una ricercatrice di Airalzh Onlus, ha dimostrato come l’oleuropeina aglicone e l’idrossitirosolo possano prevenire la formazione di proteine tossiche responsabili dello sviluppo dell’Alzheimer.
La ricerca si è focalizzata prevalentemente sulle basi molecolari dei principali composti fenolici dell’olio extravergine di oliva, il 3,4-diidrossifeniletanolo (idrossitirosolo, HT) e l’oleuropeina aglicone (OleA), come strumenti utili per combattere alcune delle alterazioni cellulari e tissutali che caratterizzano tale patologia.
I risultati ottenuti dallo studio, tramite tecniche biofisiche in vitro, hanno dimostrato che OleA interferisce col processo di aggregazione del peptide Aβ1-42 dando origine ad oligomeri non citotossici e incapaci di legarsi alle membrane cellulari.
Tali effetti risultano ancora più evidenti in presenza di HT, il principale metabolita che si ritrova in circolo, anche a livello neuronale, in seguito ad assunzione di olio extra vergine di oliva. L’idrossitirosolo è in grado di accelerare il processo di aggregazione di Aβ1-42, riducendo la presenza di oligomeri tossici che vengono invece trasformati in strutture fibrillari non tossiche.
I dati ottenuti hanno dimostrato, inoltre, come gli aggregati ottenuti in presenza di polifenoli riducano anche quei processi che determinano un ulteriore acutizzarsi della patologia.


da Salute.it, 7/5/2019



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