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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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20 marzo 2013

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Meglio tardi che mai!

di Luigi Costato

Mentre c’è chi sostiene che occorre che l’agricoltura ritorni all’antico, abbandoni l’uso delle tecniche moderne per riscoprire, forse, il buon vecchio aratro trainato da buoi, ma soprattutto decidere l’abbandono dell’uso della chimica, per non parlare del rifiuto dell’ utilizzo di semi di nuova ideazione, un altro fanatico ambientalista, Mark Lynas, firma del Guardian, già portabandiera di Greenpeace e grande sostenitore del movimento anti OGM, ha cambiato radicalmente idea dopo avere pubblicato, nel 2008, un secondo libro ancora orientato al pensiero “iperverde”. 
Infatti, nei giorni successivi alla pubblicazione, scrisse un articolo dello stesso tono sul suo giornale, ma ricevette da un lettore un quesito molto semplice: “Se tu sei contrario agli OGM perché sponsorizzati da qualche multinazionale, sei anche contrario alla ruota perché a essa sono interessate altre multinazionali?”
L’ironia fece colpo su Mark, che inizio ad affrontare, studiando, il problema di OGM e gli altri sventolati da Greenpeace arrivando, dopo un non breve travaglio, a capire che non si può lottare contro la scienza con strumenti viscerali.
Così, progressivamente, il muro ideologico che lo bloccava si è sgretolato ed è arrivato ad affermare che è più probabile che caschi sulla sua testa un asteroide di quanto lo sia che un OGM faccia male a chi lo utilizza.
Fu così che Mark Lynas, fra i più autorevoli giornalisti britannici e noto ambientalista, chiese di partecipare alla riunione annuale dell’Associazione britannica degli agricoltori; in quella occasione prese la parola per affermare, riguardo alla sua militanza anti OGM: “Mi sbagliavo. Mi dispiace”.
Ovviamente, come tutti i convertiti, Mark Lynas esagera; più corretto sarebbe affermare che le tecniche di modificazione genetica che producono OGM non sono, in sé, destinate a produrre cose solo cattive, perché la tecnica sviluppata produce in funzione di ciò che l’uomo desidera, se ci riesce, ottenere. Pertanto, se il risultato è adeguatamente testato e sperimentato, esso non deve essere respinto, ma, invece, può essere utilizzato.
L’esperienza di trent’anni di soia GM, diffusa in tutto il mondo, ci rassicura sull’innocuità di questo seme, e solo il fanatismo ideologico può continuare a sostenere la sua pericolosità; d’altra parte, se milioni di diabetici insulinodipendenti sono in vita, ciò è dovuto a un’insulina prodotta da un batterio GM. 
Un altro aspetto dei prodotti GM è quello che possono consentire la riduzione dell’uso di insetticidi, dato che molti di essi sono costruiti in modo da resistere a certi parassiti che infestano, d’ordinario, le piante non GM.
Con ogni evidenza, a fronte della caccia alla terra che molti fondi sovrani vanno facendo nel mondo, non è reinventando un’agricoltura antica e poco produttiva che si può pensare di affrontare i problemi alimentari che stanno progressivamente emergendo, e ciò non solo e non tanto per un accrescimento della popolazione mondiale, che forse non sarà così rilevante come un tempo pronosticato, dato che il progressivo inurbamento della popolazione porta come conseguenza la riduzione del numero dei figli, quanto per il mutare delle abitudini alimentari che comporta un aumento della richiesta di cereali per alimentare il bestiame da carne, la cui domanda è in costante aumento.
In sostanza e conclusione, non è di dogmatismi quali quelli praticati un tempo da Mark Lynas che abbiamo bisogno, né di dogmatismi opposti, ma di scienza, testata, verificata, controllata nei suoi risultati, perché solo con essa si possono risolvere i problemi alimentari di un futuro, che è molto vicino.
 
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Commenti

Viviano Masconni - inserito il 05/04/2013

Egregi Accademici, come giustamente fatto notare dal Sig. Guelfo Magrini questa Vs posizione è pubblicità occulta a favore degli OGM e relative multinazionali. Da circa 35 anni mi batto a favore della salvaguardia e della biodiversità animale con relativo ciclo alimentare. Conosco bene le difficoltà incontrate in questo lungo percorso per riportare alla normalità molte razze e specie autoctone per la loro sopravvivenza. Alcune di esse definitivamente scomparse, molte altre soppiantate da tipologie industriali (OGM) dei quali i risultati sono decisamente discutibili. Il rischio erosione genetica è un dato di fatto, ben noto da molti anni per il quale si fa sempre troppo poco. Molte organizzazioni italiane ed estere si muovono in direzione opposta agli OGM a favore della eco sostenibilità, permacultura, bio edilizia, etc… Argomenti questi molto sentiti soprattutto dalle nuove generazioni ‘meglio tardi che mai’, giusto! (citando il titolo dell’articolo in questione). Oltre le mie perplessità trovo una certa leggerezza con la quale si affronta un tema così delicato, complesso e molto, molto vasto.. Cordialmente Viviano Masconni Presidente Ass.ne ‘Il Pollaio del Re’

Pierluca Meregalli - inserito il 21/03/2013

Oltretutto la Cina insegna che non è affatto scontata l'equazione OGM = multinazionali

Guelfo Magrini - inserito il 21/03/2013

Egregi Accademici, mi permetto di far notare la palese pubblicità occulta nei confronti degli OGM in questo articolo. Vi rendo noto che per poter affermare cose di questa portata, senza contradittorio, senza la possibilità di verificare su fonti linkate che supportino pienamente queste vostre affermazioni, ci vuole una buona dose di malafede. Sono certo che correggerete questo modo improprio e volgare di avvicinarsi ad un argomento tanto complesso e spinoso, e invio cordiali saluti Guelfo Magrini ex tesserato Ordine giornalisti toscana, giornalista agricolo dal 1988.

Leonardo Mastragostino - inserito il 20/03/2013

mi permetto di osservare che l'uso massivo della "ruota" crea noti problemi, così come la sovrappopolazione produce necessità e problemi. Sostenere l'ogm in quanto necessità da conseguenza di soddisfazione alimentare non pare una buona soluzione in quanto ineluttabilità conseguenziale (che può essere un viatico facilitativo). Forse potrebbe essere meglio combattere la sovrappopolazione e tutto quello che ne consegue e verificare il problema ogm (ovviamente scientificamente)in un'era dove questo non è una esigenza e dove non compaiono gli appetiti dei brevetti e gli appetiti produttivi delle multinazionali, dove magari la scienza testata e verificata risulta più serena e scevra da influenze e da necessità di testare e verificare chi testa e verifica (si perdoni il gioco di parole a significare che in assenza di emergenze e necessità tutto può riuscire più genuino e senza forzature)

Marika Mura - inserito il 20/03/2013

Molti 'fanatici ambientalisti' non sono contro la modificazione genetica per se' (anche se i pericoli di perdita di biodiversita' sono evidenti) ma contro il sistema di potere che c'e' dietro le sementi modificate, il controllo in mano di multinazionali e' non solo un rischio per le generazioni future e per l'agricoltura, ma anche un meccanismo per cui determinate modificazioni genetiche vengono fatte (secondo interessi economici) a dispetto di altre, piu' necessarie e mirate a risolvere i problemi di siccita' per esempio. Inoltre se e' vero anche che 'non e' di dogmatismi che abbiamo bisogno' la domanda da farci e' piuttosto se e' di modificare la natura dietro la promessa di risolvere la fame nel mondo che abbiamo bisogno, considerando che la terra potrebbe produrre piu' che abbastanza cibo, non fosse per i giochi di potere politico e economico che ci sono dietro.

Giuliana GAY - inserito il 20/03/2013

Come non essere d'accordo che non tutto è utile?

giancarlo rossi - inserito il 20/03/2013

ottimo

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