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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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23 gennaio 2013

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L'importanza dei pipistrelli in agricoltura

di Benedetto Lanza e Marco Riccucci

Le abitudini notturne e schive dei Chirotteri (comunemente chiamati pipistrelli) ne hanno a lungo limitato la conoscenza, creando un alone di mistero e a volte di repulsione. Solo recentemente si è cercato di calcolare  la loro importanza economica, in particolare nel Nord America, dove questi mammiferi sono in grave pericolo a causa di una epidemia (la White Nose Syndrome - WNS) causata da un fungo, il Geomyces destructans.  
Secondo uno studio pubblicato nel 2011 su Science, il valore economico dei pipistrelli nei confronti del settore agroindustriale degli Stati Uniti è quantificabile in 22.9 miliardi di dollari. Tale cifra tiene conto di vari fattori, quali il controllo degli insetti nocivi con la riduzione del costo degli insetticidi, senza considerare che il ridotto impiego degli insetticidi è molto positivo per gli ecosistemi ed evita l’instaurarsi di situazioni di resistenza degli insetti alle sostanze chimiche antiparassitarie (attualmente altre 500 specie di insetti infestanti sono ormai resistenti ai fitofarmaci). 
I pipistrelli possono validamente contribuire a mantenere le popolazioni di insetti al di sotto del cosiddetto “economic injury level”. I Chirotteri insettivori consumano un’ampia varietà di insetti; tra questi ci sono alcune delle specie più dannose per la vegetazione forestale e per l’agricoltura, presenti anche in Italia. Uno studio americano ha stimato che una piccola colonia di 150 esemplari di Eptesicus fuscus consuma circa 1.3 milioni di insetti infestanti tra cui Diabrotica ssp. (diabrotica del mais). In Italia vive Eptesicus serotinus (serotino comune), specie affine all’americano E.fuscus. Il genere Diabrotica è arrivato in Europa dagli Stati Uniti nel 1992 ed è presente in Italia fin dal 1998 .
Uno studio per scoprire il rapporto tra il pipistrello pigmeo (Pipistrellus pygmaeus) e le popolazioni infestanti della piralide del riso (Chilo suppressalis) è stato condotto nel delta dell'Ebro (penisola iberica), dove si trovano tra le più vaste risaie europee. I  pipistrelli agiscono come efficaci regolatori biologici, calcolando che ogni notte un individuo consuma insetti per un peso equivalente a circa due terzi del proprio corpo. Come è noto, l’Italia è il principale produttore europeo di riso; Chilo suppressalis non risulta ancora stato segnalato da noi, ma è già presente nelle vicine Spagna e Francia e si teme che si diffonda in Piemonte e in Lombardia, dove si concentra la maggior parte della produzione risiera italiana.
I pipistrelli sono anche agenti fondamentali dell’impollinazione (chirotterofilia) e della dispersione dei semi. L’impollinazione da parte di Chirotteri si verifica in circa 528 specie di Angiosperme; in particolare gli Pteropodidae (volpi volanti) del Vecchio Mondo impollinano 168 specie mentre i Phyllostomidae (Nuovo Mondo) ne impollinano ben 360, consumandone i frutti, il polline e il nettare. Questi animali hanno evoluto un muso particolarmente allungato e quindi adatto a penetrare in profondità nei calici dei fiori per trarne il polline e il nettare. Il nettarivoro Anoura fistulata, scoperto nel 2005 sulle Ande dell’Equador, è dotato di un particolare astuccio che racchiude una lingua che è addirittura il 150% della lunghezza del suo corpo.! A. fistulata è l’unico impollinatore della  campanulacea Centropogon nigricans le cui corolle sono profonde 8-9 cm e quindi accessibili solo ad una lingua particolarmente lunga. I pipistrelli sono capaci di distribuire i semi in maniera più uniforme e in superfici più vaste di quanto facciano gli uccelli, i quali spesso li depositano sotto il luogo dove sostano mentre i Chirotteri defecano i semi durante il volo e quindi lungo le rotte dei loro spostamenti. 
In particolare i pipistrelli hanno un ruolo cruciale per le piante degli ecosistemi delle isole dove c’è scarsità di altri agenti impollinatori e disseminatori di semi. In molte isole del Pacifico le volpi volanti sono gli unici vertebrati a svolgere questi compiti. Tra le essenze vegetali che dipendono in questo senso dai pipistrelli possiamo ricordare Agave tequilana da cui si produce la tequila, una industria che vale in Messico milioni di dollari. Molti altri prodotti agricoli si basano in tutto o in parte sull’impollinazione o sulla dispersione di semi da parte dei Chirotteri: l’anacardio (Anacardium occidentale), la banana (Musa sp.), la papaia (Carica papaya), il mango (Mangifera indica), l’albero del pane (Artocarpus astilis), il durian (Durio zibethinus), il kapok (Ceiba pentandra), il frutto della passione (Passiflora sp.), il caffè (Coffea arabica), solo per citarne alcuni.
Il 2012 è stato dichiarato dalle Nazioni Unite “Year of the Bat” (Anno del Pipistrello) per rimarcare l’importanza fondamentale dei pipistrelli nell’equilibrio degli ecosistemi e nelle economie delle popolazioni umane.   

FOTO di apertura: Leptonycteris yerbabuenae -  impollinatore dell'agave da cui si ottiene la tequila (foto Merlin D.  Tuttle)


FOTO 2: Plecotus austriacus - Orecchione grigio in ambiente ipogeo (foto Life 08 NAT/IT/000369/Grazioli)

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Commenti

Stefano Lo Presti - inserito il 03/11/2014

articolo interessante

antonella di adila - inserito il 30/01/2013

Molto interessante.Un progetto di ricerca sui Chirotteri riguarda il Parco Nazionale del Gargano. L’indagine ha tra gli obiettivi, quello di monitorare le specie di Chirotteri di maggiore importanza conservazionistica, etc.Vi sono anche interessanti attività con le scuole (http://www.centrostudinatura.it/progetti/monitoraggiochirotteri.asp)

silvia blasi - inserito il 23/01/2013

interessante !!

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