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13 marzo 2019

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Gli insetti nella letteratura

di Santi Longo

Nelle varie categorie in cui può essere, convenzionalmente, suddivisa la scrittura letteraria: saggistica, storiografica, scientifica, didattica e narrativa (di azione, avventura, fantasy, horror, ecc.) gli insetti, fin da tempi remoti, hanno suscitato l’attenzione di numerosi scrittori. Nel libro dell’Esodo, della Bibbia (X-VI sec. a.C.), sono descritte 3 delle 10 piaghe, o punizioni divine contro il popolo egizio, relative alle invasioni di zanzare, mosche e cavallette. Aristotele (384–322 a.C.) trattò numerosi argomenti zoologici, nella Storia degli animali nonché nei trattati sulla Generazione degli animali e sulle Parti degli animali. Nicandro da Colofone (IIsec.a.C), nei Theriaká, riportò notizie anche su insetti velenosi e sui rimedi contro di essi. In molte opere drammaturgiche, William Shakespeare (1564-1616) fa riferimento a insetti, ragni, rettili e altre bestie, reali o immaginarie, per rappresentare una caratteristica, o un’attitudine, del mutevole animo umano. Nel dramma Romeo e Giulietta il cocchio della piccola regina Mab, è guidato da un minuscolo insetto in livrea grigia. Nell’Otello la figura di Iago viene definita con un ragno intento a tessere una rete nella quale cadono e muoiono i suoi nemici. La Fontaine (1621-1695), scrisse la favola La cicala e la formica ispirandosi a Esopo (620-564 a.C.) che aveva composto fra le altre: L’aquila e lo scarabeo, La cicala e la volpe, La formica e lo scarabeo, La pulce e il bue, La zanzara e il toro, ecc, favole i cui protagonisti simboleggiavano i difetti, i vizi e le virtù dell’umanità. Molti racconti, ascritti a Esopo, vennero rielaborati e ampliati anche da Fedro (I sec.d.C.), Aviano (IV sec. d.C.) e da vari scrittori di epoche successive.
Carlo Collodi (Carlo Lorenzini 1826-1890), nel romanzo Le avventure di Pinocchio, storia di un burattino, creò il saggio Grillo parlante che venne ucciso a martellate dal burattino.
Giovanni Verga (1840-1922), nel Mastro don Gesualdo, descrisse gli alveari di casa Trao, quale simbolo funebre e Luigi Pirandello (1867-1936) titolò una delle Novelle per un anno, dominata da invidia e gelosia: La mosca che, malefica vettrice del mortale carbonchio, è caratterizzata da tratti antropomorfici. Federico Garcia Lorca (1867-1936), ne El maleficio de la mariposa, mise in scena una farfalla ferita, simbolo della caducità della vita, che, abbandonata dagli altri insetti, vola via nonostante l'amore che uno scarafaggio prova per lei.
Nel surreale racconto La metamorfosi, Franz Kafka (1883-1924), descrive le vicende di Gregor Samsa, il quale, una mattina si sveglia e scopre di aver assunto le sembianze di un imprecisato insetto che, l’autore non volle che venisse disegnato. Il racconto è stato interpretato come una allegoria dell’alienazione dell’uomo moderno all’interno della famiglia e della società, che si traduce nell’isolamento del “diverso” e nell’incomunicabilità con i propri simili. Non tenendo conto della volontà espressa da Kafka, il russo Vladimir Nabokov (1891-1977), famoso per il romanzo Lolita e autore di numerosi saggi entomologici, analizzando il testo del racconto, ritenne che l’insetto era semplicemente un grande scarabeo, ma lo disegnò vagamente somigliante a un coccinellide (Fig.1). Il vincitore del premio Nobel, del 1911, Maurice Maeterliick (1862-1949), poeta, drammaturgo e saggista, fu autore di numerosi saggi naturalistici, i più noti dei quali sono quelli sugli insetti sociali: api, termiti e formiche. Il suo La Vie des Termites, insetti noti anche come Formiche bianche, è stato riconosciuto come un plagio del lavoro L’anima della formica bianca del naturalista sudafricano Eugene Nielen Marais (1871. 1936), un precursore degli studi di etologia, che elaborò la teoria del superorganismo, riferito alle colonie degli insetti sociali che sembrano avere proprietà, come omeostasi e riproduzione, simili a quelle di un singolo organismo. Il premio Nobel, del 1949, William Faulkner (1897-1962) nel romanzo Mosquitoes, fece una satira della società letteraria di New Orleans.
Gli insetti sono inoltre presenti in molti libri e racconti di fantascienza, di narrativa fantasy, noir, horror, ecc., sia di scarso che di riconosciuto valore letterario. Il rapporto di molti scrittori con gli insetti, dei quali descrivono comportamenti e caratteristiche, spesso supera i confini della letteratura e fa emergere aspetti peculiari, e poco noti, dei loro interessi culturali e umani.


Sotto: Trilogia sugli insetti sociali, di Maurice Maeterlinck

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