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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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27 febbraio 2019

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La carne prodotta in laboratorio potrebbe causare danni maggiori rispetto a quella convenzionale

Secondo quanto emerge da ricerche scientifiche, il manzo prodotto artificialmente potrebbe generare gas serra più duraturi, e più dannosi, rispetto agli allevamenti bovini tradizionali.
L’agricoltura costituisce circa un quarto di tutte le emissioni di gas serra che determinano l’innalzamento delle temperature globali. I bovini, che producono significative quantità di metano e di protossido di azoto, sono tra i maggiori contributori. Inoltre, la domanda di manzo ha visto vasti tratti di terra trasformati in pascoli, molti dei quali devono essere trattati con fertilizzanti a base di azoto, che sono un’altra grande fonte di gas serra.
Una delle soluzioni che vengono promosse per ridurre gli impatti alla produzione di manzo è la produzione di carne sintetica. Diverse aziende stanno sviluppando manzo, maiale, pollame e pesce prodotti in laboratorio. Ma anche se il passaggio a questi mezzi di produzione potrebbe determinare una rapida riduzione dei livelli di metano prodotti dalle mandrie di bovini, una ricerca, pubblicata sul giornale Frontiers in Sustainable Food Systems, mette in evidenza che, la produzione di carne sintetica potrebbe generare maggiori concentrazioni di anidride carbonica.
Secondo lo studio, i benefici ambientali associati alla produzione su larga scala di carne artificiale dipendono dai mezzi di produzione dell’energia utilizzata per realizzare il prodotto artificiale negli stabilimenti.
Gli scienziati dell’Oxford Martin School sostengono di aver scoperto che la carne coltivata può non essere migliore di quella del bestiame, dal punto di vista climatico, e aggiungono che il suo impatto relativo dipende, invece, dalla possibilità di generare energia decarbonizzata e dagli specifici sistemi di produzione che vengono utilizzati. I ricercatori hanno, inoltre, utilizzato tre possibili “percorsi di consumo” di carne per prevedere in che modo la domanda di manzo potrà oscillare, utilizzando  modelli climatici per valutare come la diversa produzione di ciascuno dei tre gas serra (anidride carbonica, metano e protossido di azoto) possa incidere, anno dopo anno, sulle temperature globali, se aumentano o diminuiscono, in base al consumo di carne e ai metodi di produzione.
La domanda di manzo cresce in tutto il mondo, in particolare in Asia, dove le sempre più numerose economie emergenti e l’aumento dei redditi delle famiglie ha portato la domanda a rappresentare quasi il 50% di tutte le importazioni globali di carni bovine.


da “Independent” (Regno Unito) in Agrapress, Rassegna Stampa Estera, 21/2/2019



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