Verso un’agricoltura sostenibile in Africa: nasce EWA-BELT

di Quirico Migheli

Nel complesso scenario dei cambiamenti climatici in atto a livello globale il progetto di ricerca EWA-BELT, finanziato dal programma Europeo Horizon 2020, raccoglie la sfida di realizzare una “cintura” africana interregionale in grado di promuovere l’intensificazione agricola sostenibile e lo scambio di buone pratiche tra diversi contesti dell'Africa orientale e occidentale.
Il progetto, promosso e coordinato dal centro interdipartimentale Nucleo di Ricerca sulla Desertificazione (NRD) dell’Università degli Studi di Sassari, vede partecipe un ampio partenariato che coinvolge diverse Università, Istituti di Ricerca, ONG e società private con sede in vari paesi europei (Italia, Regno Unito, Francia, Grecia) e africani (Etiopia, Kenya, Tanzania, Ghana, Burkina Faso, Sierra Leone).
Nei quattro anni di durata complessiva del progetto, iniziato ufficialmente il primo ottobre 2020, EWA-BELT si propone di affrontare un ampio spettro di problematiche legate alla sicurezza e qualità alimentare, come ad esempio la scarsa produttività delle colture, l’alimentazione e il benessere animale, la scarsa disponibilità di colture e varietà adatte ad ambienti di coltivazione di tipo intensivo, le perdite in pre- e post-raccolta, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali (erosione e perdita della fertilità dei suoli, pascolamento eccessivo, degrado della qualità dell'acqua, etc.), le difficoltà di collegamento tra produzione e mercato e la scarsa connessione tra ricerca e agricoltura.
EWA-BELT si prefigge, inoltre, di promuovere un approccio responsabile e pro-attivo delle comunità e delle istituzioni locali rispetto alla sostenibilità dell'uso delle risorse naturali attraverso lo sviluppo di strategie di rafforzamento delle competenze, l'adozione di un approccio partecipativo multi-attore e il consolidamento della cooperazione transfrontaliera tenendo in particolare conto delle tematiche relative alla parità di genere.
Nelle diverse aree agro-climatiche distribuite tra i paesi dell’Africa dell’Est (Etiopia, Kenya e Tanzania) e dell’Ovest (Burkina Faso, Ghana e Sierra Leone) saranno individuati 38 casi studio in cui le attività di ricerca saranno guidate da un approccio gender-sensitive di tipo partecipativo e integrato, realizzato tramite la costituzione di Farmers’ Field Research Units (FFRUs). Le FFRUs saranno concepite come uno spazio di dialogo e di interazione i fra diversi attori (agricoltori, ricercatori e altri portatori di interesse) in cui saranno promosse e realizzate, oltre alle attività di ricerca e innovazione, attività di disseminazione dei risultati e di capacity-building (workshop, visite sul campo etc.). Verrà, dunque, posta la massima attenzione all’inclusione e alla cooperazione tra partner, portatori di interesse e istituzioni locali, così da garantire piena efficacia del progetto e sostenibilità nel lungo periodo.

Le principali linee di ricerca attraverso cui il progetto EWA-BELT intende contribuire all’ampliamento delle attuali conoscenze scientifiche sull’intensificazione agricola sostenibile riguarderanno: (i) l’adattamento e il miglioramento di ecotipi/varietà tradizionali tra cui le NUS (Neglected and Underutilized traditional crops) in diversi tipi di agroecosistemi; (ii) gli impatti del recupero e integrazione di pratiche tradizionali nel settore agricolo, agro-zootecnico e della gestione delle risorse idriche sulla salute ambientale; (iii) l'introduzione di strumenti di telediagnostica e di tecnologie fitosanitarie innovative (ICT) che tengano conto delle conoscenze e delle esigenze locali; (iv) l'identificazione di una serie di indicatori da utilizzare nella valutazione a diversi livelli (campo/azienda agricola/paesaggio) degli impatti dell’intensificazione sostenibile sulla produttività, sulla salvaguardia delle risorse ambientali e sugli aspetti economici e sociali.
Tali approcci, attraverso la gestione sostenibile delle risorse, saranno orientati alla riduzione dell'impatto ambientale delle attività agricole ed alla valorizzazione di beni e servizi ecosistemici, tenendo conto del necessario adattamento ai possibili effetti negativi dei cambiamenti climatici.

Una delle prime occasioni in cui EWA-BELT avrà l’opportunità di promuovere l’attiva collaborazione delle istituzioni locali sarà proprio durante la giornata finale della sua conferenza di apertura (kick-off meeting) in cui EWA-BELT sarà ospite dell’Infopoverty World Conference, organizzata dall’Osservatorio per la Comunicazione Digitale (OCCAM), sotto l’egida delle Nazioni Unite, che si svolgerà il 4 dicembre 2020. Nel corso della conferenza gli esponenti del partenariato di EWA-BELT avranno modo di portare la mission, la vision e gli obiettivi proposti dal progetto all’attenzione di importati esponenti politici e diplomatici dei Paesi interessati.

Immagine: Suddivisione casi studio tra i paesi






FOTO: Agricoltori e ricercatori osservano gli effetti della contaminazione da fluoro nel suolo su una coltura nel nord della Tanzania (Credits: NM-AIST)