Subsidenza: una minaccia al suolo e una sfida globale

di Edoardo Costantini

Oltre la metà della popolazione del mondiale vive in aree urbane e ormai la qualità dei suoli urbani e la gestione delle loro funzioni ecosistemiche è riconosciuta di primaria importanza dalla scienza del suolo (Calzolari et al., 2020). Molta parte delle aree urbanizzate più densamente popolate e coltivate è posta nelle aree costiere, spesso in prossimità dei delta fluviali. Basti pensare ad Alessandria d’Egitto nel delta del Nilo, New Orleans nel delta del Mississippi, Calcutta nel delta del Gange, Bangkok nel delta del Chao Phraya o Shanghai, nella regione del delta dello Yangtze. Con terreni fertili e un facile accesso alla costa, i delta sono punti critici della produzione alimentare. Il delta del Mekong in Vietnam da solo fornisce quasi il 20% del riso mondiale (Dunn e Darby, 2019). Queste aree sono tra le più dinamiche del mondo e assistono ad un tumultuoso incremento demografico e di sfruttamento del suolo. Ma molti dei delta del mondo stanno ora affrontando una crisi esistenziale. I delta stessi stanno affondando mentre il livello relativo del mare sta aumentando molto velocemente.
I delta sono costruiti dai sedimenti che vengono trasportati a valle dai fiumi e alla fine si depositano dove il fiume incontra il mare. Quando questi sedimenti si compattano sotto il loro peso, i delta affondano naturalmente. Dove lasciato indisturbato, l'apporto di nuovi sedimenti fluviali può compensare il cedimento e aiutare a mantenere la superficie del delta sopra il livello del mare. Ma la realtà è che assistiamo ad una subsidenza accellerata in molte delle aree deltizie. I risultati di uno studio condotto dall'Università di Padova e dagli Istituti per la protezione idrogeologica (Cnr-Irpi) e di geoscienze e georisorse (Cnr-Igg) del Consiglio nazionale delle ricerche evidenziano che la subsidenza è un fenomeno globale che può causare impatti ambientali, sociali ed economici rilevanti. Le potenziali aree di subsidenza coinvolgono 1,2 miliardi di persone e il 21% delle principali città del mondo, con l'86% della popolazione esposta che vive in Asia (Herrera-García et al., 2021). Una subsidenza accelerata si sta verificando in diverse regioni del mondo, tra cui Iran, Messico e Indonesia dove, a Jakarta, l'impatto è così grave che il governo sta progettando di spostare la capitale nell'isola del Borneo. Per avere un’idea, basti pensare che, in sempre in Indonesia, il delta di Semarang sta incontrando problemi di inondazione crescenti a causa del cedimento del suolo di oltre 16 cm all'anno, a causa dello sfruttamento delle acque sotterranee e delle costruzioni che hanno ridotto l’accumulo di sedimenti (Sekarsih et al., 2010). In effetti, l’innalzamento del livello del mare conseguente al cambiamento climatico è certamente importante, ma è molto più grave lo sfruttamento delle acque sotterranee estratte dalle falde acquifere, utilizzate per irrigare i raccolti e fornire acqua alle città in rapida crescita, l’impermeabilizzazione dei suoli e anche la costruzione di dighe lungo il corso dei fiumi, che bloccano il corso dei sedimenti e impediscono il naturale ripascimento degli arenili costieri.
La subsidenza interessa molte aree costiere anche in Italia, più precisamente in Emilia-Romagna, Veneto, Puglia, Toscana, Campania, Calabria. Sebbene la subsidenza sia un processo lento e graduale, può ridurre in modo permanente la capacità di immagazzinamento d’acqua dei sistemi acquiferi, danneggiare edifici e infrastrutture, aumentare il rischio di inondazione nelle aree alluvionali e nelle pianure costiere. In queste aree, anche pochi centimetri di subsidenza aumentano la probabilità di inondazione (Herrera-García et al., 2021).
Nel mondo non sono molte le esperienze di successo che trattano delle possibili azioni locali di contrasto alla subsidenza. In Indonesia, nell’area deltizia di Semarang, è stata effettuata una programmazione territoriale in funzione della zonazione delle acque di falda. Il concetto di zonazione delle acque sotterranee - in cui la pianificazione dell'uso del suolo identifica le aree più degradate e le aree a rischio di degrado a causa dell'estrazione delle acque sotterranee - è stato considerato una soluzione molto pratica ed efficace per contrastare gli emungimenti idrici più dannosi (Sekarsih et al., 2010).
Uno studio della Virginia University negli Stati Uniti propone una soluzione alla crisi del cedimento del suolo di New Orleans. Il “Big Leak“ disegna un sistema di trasporto delle acque piovane adattabile alle zone della città, che intenzionalmente "perde" per mantenere alte le falde acquifere. Il progetto intende sostituire l'attuale sistema di convogliamento delle acque piovane con canali di superficie che fungerebbero da infrastruttura di filtraggio per ricaricare la falda freatica, arrestando o riducendo così il tasso di cedimento del suolo (Pijnappels et al., 2010). Il Big Leak è stato considerato un sistema intelligente per combattere il cedimento del suolo e offrire una soluzione integrata e molto applicabile per una città che affonda.
Anche la tecnologia agricola può fare la sua parte. Il delta dell’Ebro, in Spagna, è un territorio intensamente coltivato e anch’esso interessato dalla subsidenza, che porta all’aumento della salinizzazione dei suoli. Gli agricoltori locali hanno formato dei Gruppi operativi per mitigare gli effetti della salinizzazione del suolo ed elaborare strategie di adattamento, quali nuovi modelli di irrigazione, sistemazione del terreno, scelta delle colture (https://ec.europa.eu/eip/agriculture/en/focus-groups/soil-salinisation).
E’ da evidenziare, in conclusione, che la problematica del consumo di suolo per subsidenza è certamente molto complessa e interessa diversi settori produttivi ed attività programmatorie. Si può rilevare però un tratto comune nelle strategie sia agricole sia ingegneristiche di contrasto, mitigazione e adattamento che si stanno proponendo nelle varie parti del mondo, e cioè che gli interventi devono necessariamente basarsi su una zonazione dettagliata del suolo fino alla falda freatica, con un approccio integrato e interdisciplinare, in modo da individuare, collocare e dimensionare gli interventi nel modo più possibile preciso ed efficace. In una prospettiva di gestione delle funzioni ecosistemiche dei suoli, è auspicabile che le professionalità già da qualche tempo acquisite nell’agricoltura di precisione si integrino con gli studi geologici ed ingegneristici sia nell’affrontare congiuntamente lo studio dei suoli delle aree urbane soggette a subsidenza, sia nel proporre soluzioni basate sulla comprensione dei processi naturali ed indotti dall’uomo.