Spreco: nelle case degli italiani si butta meno cibo. Risparmiati 1,5 miliardi in un anno

La buona notizia è che abbiamo iniziato a sprecare meno cibo. Quella meno buona è che non facciamo ancora abbastanza. Ma a volte, contano anche i piccoli passi, soprattutto quando segnano un'inversione di tendenza. Il bilancio positivo arriva nella Giornata nazionale di prevenzione dello spreco: per la prima volta negli ultimi dieci anni o spreco di cibo in Italia è in calo del 25% rispetto allo scorso anno, con un risparmio di 1,5 miliardi di euro nel 2020.
I dati mostrati dal Rapporto Waste Watcher 2020 di Last Minute Market/Swg, mostrano come il costo settimanale medio rispetto allo spreco di generi alimentari, si attesti sui 4,91 euro a famiglia. Circa 6,5 miliardi euro totali. L'anno scorso, invece, era di 7 euro a nucleo familiare, per un totale di circa 8 miliardi.
"I dati sono incoraggianti - afferma Andrea Segrè, fondatore Spreco Zero-Last Minute Market - ma c'è molto da fare soprattutto guardando all'Agenda 2030 che ha tra gli obiettivi il dimezzamento degli sprechi".
In Italia ogni anno buttiamo in media 65 kg di cibo a testa, una quantità che – secondo il Food Sustainability Index - ci inserisce al 13° posto in Europa per quantità di cibo sprecato.
A livello mondiale, il cibo gettato via ha un costo di 2,6 trilioni di dollari l'anno (dati Fondazione Barilla-Fao 2014). Non si tratta solo di un problema economico, questo contribuisce ai cambiamenti climatici (generando l'8% delle emissioni annuali di gas serra), al sovrasfruttamento dei terreni (il 28% dei terreni disponibili al mondo è usato per produrre cibo che poi non viene consumato) e all'insicurezza alimentare nelle aree del mondo già a rischio di disuguaglianza sociale.
Ma quali cibi sprechiamo di più? Secondo la Fao, nel mondo, il 45% di frutta e verdura viene buttato. Lo spreco avviene sia a livello industriale, sia a livello domestico, perché – spesso - compriamo troppo o non conserviamo bene i cibi, che finiscono nella spazzatura senza essere consumati. In Italia la frutta e gli ortaggi gettati nei punti vendita comportano lo spreco di più di 73 milioni di metri cubi d’acqua (quella usata per produrli), ovvero 36,5 miliardi di bottiglie da 2 litri. 

da Repubblica.it, 4/2/2020