Sprechi alimentari dell’Europa

Gli elevati livelli di sprechi alimentari dell’Europa rappresentano uno scandalo etico nel momento in cui centinaia di milioni di persone in tutto il mondo soffrono la fame, I legislatori dell’Unione Europea hanno condotto una campagna per ridurre fortemente gli sprechi alimentari del blocco, che attualmente butta via 88 milioni di tonnellate di cibo all’anno per un costo complessivo di 143 miliardi di euro (dati Commissione Europea).
Il crescente divario tra la produzione e il consumo alimentare hanno contribuito agli elevati livelli di sprechi, che oscillano tra il 20% e il 30%. I sistemi di produzione alimentare sono così complessi, abbracciando catene di approvvigionamento globali.
I legislatori dell’Unione Europea hanno compiuto un importante passo avanti verso la riduzione degli sprechi, lo scorso anno, quando hanno sostenuto una legge che impone agli Stati membri di registrare annualmente, a partire dal 2020, i livelli di sprechi alimentari, e di fornire degli incentivi per incoraggiare la raccolta e la redistribuzione del cibo invenduto.
A livello globale, circa un terzo del cibo del mondo, per un valore complessivo di quasi un trilione di dollari, viene perso o buttato via ogni anno, secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. Le voci critiche sostengono che gli sprechi alimentari siano dannosi anche dal punto di vista ambientale, perché quando smaltiti nelle discariche, marciscono e producono gas serra.
Gli sprechi alimentari in Europa sono riconducibili, in parte, alla confusione dei consumatori sulle etichette “Da consumare preferibilmente prima del”“Usare entro il”. Mentre la prima etichetta indica la qualità di un prodotto, la seconda, applicabile a generi alimenti deperibili, come carni e uova, è più stringente, e indica l’igiene.
L’EFSA (European Food Safety Authority) ha sede in Italia, ed è finanziata dall’Unione Europea per fornire una consulenza scientifica indipendente sulla sicurezza alimentare. Gli esperti dell’EFSA hanno condotto una ricerca per verificare se il periodo di conservazione delle uova potesse essere esteso per ridurre gli sprechi alimentari, ma hanno rilevato un aumento dei rischi di intossicazione alimentare da salmonella. “Ma l’etichetta ‘Prima del’ sta a indicare che è necessaria una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori e dire, ‘Non buttatelo via. Guardate attentamente. Annusatelo perché probabilmente potete ancora usarlo”. Educare i consumatori è fondamentale.

Da: “The Independent” in Rassegna stampa estera Agrapress n. 1301, 27/6/2019