Sostanze naturali: un tesoro non del tutto svelato per il trattamento della Covid 19

di Martino Forino

L’umanità non è nuova ad emergenze sanitarie come quella da coronavirus in corso. Eppure, ne avvertiamo tutta l’eccezionalità. Ha stravolto il nostro modo di vivere. Ci ha costretti a cambiare le nostre abitudini, imponendoci comportamenti e modalità di interazione sociale che rappresentano una vera e propria svolta culturale dai profondi significati antropologici e dalle immense ricadute psicologiche ed economiche. Eccezionale è sicuramente lo sforzo collettivo di tante comunità scientifiche che a livello globale stanno cooperando per sconfiggere la malattia.
Una malattia generata da un virus dell’ampia famiglia dei coronavirus, il SARS-COV2, scoperto alla fine del 2019 e così definito in quanto simile al già noto SARS-COV (severe acute respiratory syndrome coronavirus). L’infezione da SARS-COV2 è stata, dunque, denominata dalla World Health Organization ‘COVID-19’ dall’inglese COronaVIrus Disease 2019.
Grandi speranze sono riposte nel vaccino che ci si augura possa garantire un’immunità di massa. Non tutti, purtroppo, potranno beneficiarne, come i soggetti già infetti o allergici, gli immuno-depressi o, ancora, le donne in gravidanza e attualmente i ragazzi al di sotto dei 16 anni per mancanza di studi sperimentali. Inoltre, il virus può mutare e mutare in maniera tale da compromettere l’efficacia del vaccino stesso. Ne consegue che la ricerca farmacologica finalizzata a mettere a punto delle terapie antivirali rimane una priorità. La necessità di avere farmaci prontamente disponibili ha infuso nuova linfa vitale al drug repurposing (riposizionamento dei farmaci), una strategia che consiste nell’indentificare farmaci già approvati e commercializzati da usare per nuovi scopi terapeutici, evitando in tal modo i lunghi stadi necessari per lo sviluppo di un nuovo agente terapeutico. Alla luce di tali considerazioni e in virtù di una consolidata tendenza verso i rimedi naturali, le sostanze naturali biologicamente attive sono subito emerse come un ricco arsenale a cui ispirarsi per il trattamento della COVID-19.
Grande risonanza hanno avuto nei mesi scorsi la quercetina e i suoi derivati. Fonti particolarmente ricche di tali molecole sono la cipolla, i capperi, il radicchio, le uve soprattutto a bacca rossa e il tè verde. La quercetina è ben nota per le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antiallergiche e antiproliferative. Ma è anche un buon antivirale in virtù delle interazioni che riesce ad instaurare con alcune proteine essenziali del SARS-COV2.
Interessante è l’estratto acquoso di Radix Isatidis, la radice essiccata dell’Isatis tinctoria, comunemente nota come guado. Spesso usato per ridurre la temperatura corporea e per alleviare faringiti e laringiti, tale estratto è noto da secoli anche per le sue proprietà antivirali nel trattamento delle parotiti, dell’influenza e di infezioni virali della pelle. Recentemente le proprietà del guado contro il SARS-COV2 sono state attribuite a metaboliti quali l’esperidina e la sinigrina. Fonte di interessanti molecole antivirali è anche il Tripterygium regelii (Celastraceae), una vite gialla decidua arbustiva e originaria della Corea, del Giappone e della Manciuria, ricca di celastrolo, pristimerina, tingenone e iguesterina, dei triterpenoidi chinoni metidi che devono la loro bioattività proprio alla peculiare struttura chimica. Molecole antivirali sono state ritrovate anche nella Salvia miltiorrhiza e nell’Alnus japonica. Le radici essiccate della salvia sono state per anni impiegate nel trattamento delle malattie cardiovascolari e cerebrovascolari. I più importanti principi attivi delle radici di salvia appartengono alla famiglia chimica dei tanshinoni, caratteristici chinoni diterpenici lipofili. L’Alnus japonica, un ontano originario dell’estremo oriente, è, a sua volta, una ricca fonte di hirsutenone, un diarileptanoide, efficace contro il tumore alla prostata, ma anche un buon antivirale.
Le teaflavine, prodotti di ossidazione delle catechine del tè, sono particolarmente attive contro il SARS-COV2. Il ben noto resveratrolo, uno stilbene ampiamente diffuso nel mondo vegetale e in particolare in Vitis vinifera, oltre ad avere attività antiossidanti e antitumorali, mostra interessanti proprietà antivirali. Una classe di composti naturali molto promettente nel trattamento della COVID-19 è quella dei triterpenoidi, tra cui la glicirrizina, contenuta dal 3 al 6% nelle radici di Glycyrrhiza glabra, una pianta erbacea perenne, originaria dell’Asia sud-occidentale e della regione mediterranea. La tradizione popolare attribuisce alla radice di liquirizia diverse proprietà farmacologiche da quella digestiva all’antinfiammatoria, depurativa e gastro-protettiva. La glicirrizina è capace di inibire la replicazione del virus HIV e del coronavirus associato alla SARS, interferendo con la funzionalità di proteine necessarie per l’internalizzazione del virus nella cellula ospite. Su questa scia si è inserito un recentissimo studio condotto in collaborazione tra l’Università di Napoli e quella di Perugia, che ha identificato nel triterpenoide, acido glicirretico, l’aglicone della glicirrizina, e nei suoi analoghi, acido betulinico e acido oleanolico, ottimi agenti in grado di contrastare l’attività infettiva del virus. L’acido oleanolico è contenuto in abbondanza nelle cere che rivestono le bacche dell’uva, le olive e le bucce lisce della frutta, ed è attivo anche contro vari virus influenzali. L’acido betulinico, abbondante nella corteccia di alcune piante, come la Betula pubescens, riesce a ridurre l’infiammazione e l’edema polmonare causato dall’influenza. Tali risultati sono molto incoraggianti e potrebbero, a breve, portare allo sviluppo di efficaci terapie antivirali.
Tutti i prodotti naturali di cui si è discusso finora, dalle diverse e affascinanti architetture chimiche, svolgono per le piante importanti funzioni protettive contro gli agenti patogeni e situazioni di stress indotte da drastiche condizioni climatiche.
Molte delle loro proprietà benefiche sono note da tempi immemorabili e la moderna ricerca farmaceutica continuamente si ispira alle fonti naturali per la progettazione di nuovi farmaci.
In questa sfida essenziale per il nostro benessere e la salvaguardia del nostro modus vivendi, i prodotti naturali biologicamente attivi saranno, come da sempre, dei fidati alleati al nostro fianco pronti a svelare i loro immensi segreti terapeutici a chiunque saprà ascoltarli.

FOTO: Angelicae sinensis Radix

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