Sfide sociali ed innovazione trasformativa: il ruolo dei sistemi della conoscenza

di Gianluca Brunori

Con la strategia ‘Farm to Fork’ e quella sulla biodiversità viene all’agricoltura viene chiesto di diventare parte della transizione ecologica, e l’innovazione diventa la chiave del cambiamento. L’innovazione, tuttavia, assume un significato diverso rispetto al passato, perché ad essa viene attribuito il compito di guidare i sistemi produttivi su nuove traiettorie tecnico-economiche, ovvero perseguire diversi criteri di performance, quelli della sostenibilità. Per essere funzionale a una transizione, inoltre, l’innovazione deve essere trasformativa: deve cioè contribuire ad una trasformazione profonda degli attuali sistemi produttivi. Una politica per l’innovazione trasformativa deve incoraggiare nuove idee, costruire nuove capacità, aiutare gli attori a rimuovere gli ostacoli al cambiamento.

Principi per un’innovazione trasformativa
L’innovazione trasformativa si realizza attraverso politiche basate su una serie di principi: la direzionalità, la responsabilità, l’apertura, la capacità strategica, la capacità operativa.
Direzionalità
Direzionalità significa assegnare ai sistemi di conoscenza una missione. Per il prossimo futuro la direzione è identificata dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, dal CoP21 e dal Green Deal, attraverso principi ed obiettivi emersi all’interno di forum globali che tengono conto di tutte le voci e che ricorrono in modo sistematico al metodo scientifico. Ma poiché gli obiettivi sono molto ampi, avranno bisogno di ulteriori specifiche e di processi di deliberazione basata sull’evidenza scientifica.
Responsabilità
L'impatto della ricerca e dell’innovazione misura l'entità del cambiamento (incorporato, ad esempio, in un nuovo modello di consumo, in un modello di business, in un processo di produzione, in un prodotto, in una procedura amministrativa), così come i benefici e i costi che questo cambiamento comporta, e la loro distribuzione tra i diversi soggetti coinvolti. La responsabilità collega le attività di ricerca al suo impatto, al fine di migliorarne i risultati: nella logica della responsabilità l'impatto non si verifica spontaneamente, ma deve essere pianificato, coordinato e monitorato attraverso una strategia.
Apertura
Poiché la maggior parte delle sfide sociali sono multidimensionali, non esiste un'area di competenza in grado di coprire tutte le dimensioni. L'unico modo per creare conoscenze adatte allo scopo è una sistematica ed organizzata apertura a idee, metodi, critiche provenienti dall'esterno della propria sfera di competenze. Ciò implica l'interazione tra ricercatori, produttori, utenti, intermediari. Attraverso l’interazione con questi soggetti la ricerca può diventare motore di cambiamento.
Capacità operativa
L’innovazione trasformativa richiede anche nuovi metodi e strumenti di collaborazione, in grado di facilitare l'interazione con una molteplicità di attori. Ad esempio, i "living lab", sempre più diffusi come modalità di organizzazione delle attività di sviluppo dell’innovazione, coinvolgono utenti e parti interessate nella co-creazione, esplorazione, sperimentazione e valutazione di idee, scenari, concetti e manufatti tecnologici correlati nei casi d'uso della vita reale. Inoltre, l’innovazione trasformativa richiede un più stretto rapporto con i soggetti impegnati nel disegno e nell’implementazione delle politiche, attraverso modalità strutturate di interazione.

Una governance per i sistemi italiani della conoscenza

Di fronte allo scenario sopra tratteggiato, appare chiara la necessità di procedere ad un adeguamento profondo della governance dei sistemi della conoscenza italiani in ambito agricolo. Tali sistemi sono caratterizzati da una notevole frammentazione, dovuta a) alla competenza delle Regioni sulle politiche agricole e rurali, b) alla relativa specializzazione settoriale, c) alla varietà delle fonti di finanziamento. Di fronte ad una politica di livello europeo sempre più direzionale, il sistema italiano non ha strumenti in grado di articolare le missioni in relazione alle specificità del territorio.
Alla luce dei nuovi principi della ricerca, sono necessari organismi di raccordo, tanto a livello regionale che nazionale, in grado di costruire aree di interesse comune tra sottosistemi della conoscenza e soprattutto di interagire con essi per costruire gli indirizzi strategici necessari a gestire la transizione.


Il presente articolo rappresenta una sintesi dell’articolo pubblicato sulla rivista ‘I tempi della terra’. L’articolo completo può essere scaricato dal link: https://www.sfogliami.it/fl/206884/p59db79m32cccs43y6qq8zrx14hvgfg3#page/34