Se i mirtilli stimolano il sistema immunitario dei polli, possono difendere anche noi?

di Mauro Antongiovanni

Dal 29 settembre scorso è disponibile on line un articolo pubblicato dalla rivista Poultry Science dal titolo: “Organic cranberry pomace and its ethanolic extractives as feed supplement in broiler: impacts on serum immunoglobulin titers, liver and bursal immunity”, autori Quail Das et al. dell’università di Guelph, Canada. Il lavoro è stato condotto su polli da carne ed ha riguardato le risposte del loro sistema immunitario alla somministrazione del pastazzo di mirtilli rossi e del suo estratto alcolico nel mangime a diversi livelli di concentrazione.
L’argomento più discusso in televisione, sui giornali e sui social in generale, in questo periodo, è la paura del Covid ed i possibili rimedi per difenderci attraverso il potenziamento del nostro sistema immunitario. Ne abbiamo sentite di tutti i tipi da parte degli “esperti”, soprattutto riguardo agli integratori alimentari minerali e vitaminici, senza attenzione agli iperdosaggi pericolosi. Diamo un’occhiata allora alle informazioni che ci fornisce questo articolo.
Le sostanze antinfiammatorie contenute nei mirtilli rossi sono soprattutto flavonoidi e flavonoli, come la quercetina-3-O-galattoside e i tannini. Le antocianine non mostrano proprietà antinfiammatorie direttamente, ma è noto che stimolano le difese immunitarie dell’ospite attraverso la proliferazione di batteri benefici quali i Bacillus spp. ed i Lactobacillus spp.
I risultati del lavoro citato dimostrano inequivocabilmente che il pastazzo di mirtilli rossi ed i suoi estratti hanno esercitato effetti benefici sul sistema immunitario dei polli regolando l’espressione di geni infiammatori nel fegato e nella borsa di Fabrizio. Inoltre, hanno esercitato un effetto modulatorio sul responso umorale attraverso l’aumento della produzione di immunoglobuline nel siero. Altri autori hanno riscontrato l’effetto positivo del pastazzo di mirtilli rossi anche sul metabolismo lipidico.
La conclusione degli autori è che servono altri lavori per definire meglio qual è il ruolo dei polifenoli in alimentazione, ma comunque, certi alimenti possono aiutarci a star bene. Per contrastare il Covid non possiamo certo adottare una dieta composta esclusivamente da mirtilli o altri frutti ricchi di polifenoli, ma possiamo cercare di consumarne di più per difenderci meglio. Senza contare che mirtilli, mele, tè e un bicchiere di vino rosso ci riducono il rischio di malattie degenerative, come ci conferma la nota intitolata “Mirtilli e mele hanno un effetto protettivo contro l'Alzheimer” comparsa sulla nostra newsletter “Georgofili Info” del 14/10 scorso.
La natura ci offre una gran quantità di alimenti che contengono molecole importanti per la salvaguardia della nostra salute, per cui sarebbe troppo lungo farne un elenco completo in questa sede, ma non possiamo non ricordare che il flavonoide quercetina, già ricordato nei mirtilli, presente anche nella cipolla rossa, nel radicchio e nei capperi, è oggetto di un articolo dal titolo “Structural stability of SARS-CoV-2 3CLpro and identification of quercetin as an inhibitor by experimental screening” che comparirà a breve su International Journal of Biological Macromolecules ( 1 Dec 2020, 164: 1693). Gli autori dello studio hanno scoperto che la quercetina ha effetto destabilizzante su 3CLpro, proteina del virus fondamentale per il suo sviluppo e il cui blocco risulta letale per Sars-CoV-2. Le simulazioni hanno dimostrato che la quercetina si lega esattamente al “sito attivo” della proteina 3CLpro, impedendole di svolgere correttamente la sua funzione. Può essere un contributo naturale alla lotta contro la pandemia di questi tempi, senza effetti collaterali.
Più in generale, la necessità di sostituire gli antibiotici come fattori di crescita negli allevamenti ha fatto sì che l’attenzione della ricerca si spostasse verso molte piante medicinali.  
Fra le altre, la Echinacea purpurea è uno degli additivi vegetali immunostimolanti più promettenti. Stimola i macrofagi, la produzione di citochine, delle cellule NK e l’attività dei neutrofili e dei linfociti B. La Glycyrrhiza glabra (liquirizia) ed i suoi estratti esercitano funzioni antinfiammatorie, immunomodulatorie e antivirali. La Propoli, il materiale resinoso raccolto dalle api dai germogli e dagli essudati delle piante ed elaborato dagli enzimi delle api, contiene una varietà di composti chimici attivi fra cui polifenoli, flavonoidi ed acidi fenolici, acido caffeico ed i suoi esteri, esercita funzioni antibatteriche, antifungine, antivirali, antiossidanti, epatoprotettive ed immunostimolanti. Molti studi recenti hanno dimostrato che la Propoli potenzia l’azione dei macrofagi e delle cellule NK, oltre a stimolare la produzione di anticorpi.
E poi l’inulina, una fibra alimentare molto diffusa in natura: si trova nella cicoria, nelle carote, nei carciofi, nella barbabietola, nell’aglio e nelle banane. La sua attività principale riguarda la regolarizzazione della crescita batterica enterica, positiva nei riguardi dei Lattobacilli, negativa nei riguardi delle Salmonelle e dei Clostridi. Ha anche effetti sul metabolismo regolando sia la glicemia che la colesterolemia.
Ce n’è abbastanza per indurci ad avere più attenzione ad introdurre nella nostra dieta alimenti naturali che ci aiutino a star bene in salute, più che ricorrere alle innumerevoli proposte commerciali di integratori, additivi e pillole varie, cattive imitazioni degli originali.