Maremma Toscana, agro di Gavorrano, autunno 1989: il terreno, detto localmente “renone” in quanto risultante dal disfacimento del famoso granito di Gavorrano, anticamente vigneto, era stato appena recuperato ad incolto e parzialmente ad oliveto. Nel frattempo, erano stati raccolti i semi di diverse specie forestali, nei Giardini e nei Boschi, in occasione di un esame di Botanica Forestale in modo da impararne un sicuro riconoscimento.
Successivamente, invece di disfarsi dei semi, furono posti in postarelle e vasetti.
Molte delle piante presenti attualmente all’Arboreto di Maremma hanno quindi circa 35 anni...e una sicura provenienza Toscana se non Maremmana! Un lavoro quotidiano, morigerato, semplice e familiare ma continuo, accurato e perseverante per anni, anche quando, per l’erba alta, di Bosco/Arboreto esisteva solo la teoria e la speranza.
Per anni familiari e amici si chiedevano il motivo e la necessità di mantenere e gestire un eterogeneo gruppo di piante forestali, soprattutto nelle stagioni difficili, come l’estate maremmana, lunga, siccitosa e rovente… e poi accessione dopo accessione, sostituzioni, asportazione dei superflui, potature… fino a d arrivare ad oggi, 2025, con più di 70 specie arboree presenti e oltre 50 tipi (tra ibridi e specie) di Cisto (Cistus sp)
L’Arboreto di Maremma si trova nel comune di Gavorrano, nella frazione di Bagno, in località Rigoloccio ed ha l’obiettivo di creare un luogo di studio e di formazione educativa ed ambientale. Le piante sono individuate tramite cartelli in ardesia scritta al laser con il nome comune italiano e quello scientifico.
Si tratta di specie diverse fra cui Querce, Pini, Aceri, Frassini, Ginepri, Carpini, Sorbi, Lentischi, Mirti ed altre piante autoctone toscane e maremmane (Fig.1).
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All’interno dell’Arboreto è inoltre coltivato un Giardino dei Cisti e Halimium (Hortus Maremmae Cistus), dove si trovano circa oltre 50 tipi (specie e ibridi) di questi bellissimi generi, rappresentanti una vasta rassegna delle specie di cisto presenti nel bacino del mediterraneo (Fig.2). In Italia, ad esempio, vivono spontaneamente 8 specie, tutte presenti nel Giardino.
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Nell’Arboreto non viene trascurata la sezione agricola, con la coltivazione del Cisto di Creta (Cistus creticus subs eriocephalus G. e B.) per la produzione di Tisane ed altri prodotti dalle proprietà antivirali, antibatteriche e antiossidanti in genere (anti-age).
In qualità di “Coltivatore Custode” ai sensi della LRT 64/04, viene coltivata la Susina Verdacchia (Prunus domestica L.), antica varietà toscana di susina selvatica e tre varietà di Cotogno (Cydonia oblonga Mill.): var. Di Bazine, Gobek e Vrajina provenienti dall’Azienda di Santa Paolina di proprietà del C.N.R.; altre specie/cultivar presenti negli elenchi del Germoplasma Toscano per la “Tutela e valorizzazione del patrimonio di razze e varietà locali di interesse agrario, zootecnico e forestale" (L.R.T.64/2004) sono il Cisto Laurino, Vite Bufala e il Carpino orientale delle Crete Senesi.
Nell’Arboreto sono presenti inoltre 5 postazioni bioenergetiche utili a terapie complementari su alcuni organi interni dell'Uomo: tali piante sono state individuate da professionisti specializzati nella ricerca di alberi bioenegetici e Giardini Terapeutici : la diagnosi energetica è stata effettuata utilizzando l’antenna Lecher con lo stesso sistema applicabile all’uomo, misurando l’intensità e la qualità dei campi elettromagnetici che esprimono lo stato di attività delle varie funzioni biologiche, ad esempio del sistema immunitario, nervoso o linfatico.
L'Arboreto è anche un microcosmo di biodiversità con importanti riferimenti sull'avifauna.
Gli Uccelli, come gli Insetti, volano e percepiscono con maggiore rapidità condizioni sul territorio che ritengono essere a loro più congeniali: principalmente per le risorse alimentari disponibili durante l'anno.
E dunque se l'arboreto tout court si configura per essere luogo naturale e differenziato dal punto di vista ecologico caro in primavera agli insetti impollinatori, lo è anche per gli uccelli che in qualche misura, nella diversità di questo piccolo “Eden”, ci ricordano il volgere delle stagioni con l'avvicendamento delle specie e i rapporti forniti dalle catene trofiche, senza subire disturbi.
In questo scenario con 49 specie di Uccelli segnalate nel corso dell'anno (vedi check-list), una parte numericamente preponderante (34 specie) compete ai passeriformi.
Per concludere l’Arboreto può avere varie funzioni:
- Didattica perché osservando e toccando le piante è possibile poi, dopo averne visto il nome, riconoscerle in Natura;
- Culturale perché conoscendole se ne apprezzano le proprietà ponendo le basi per una loro conservazione e valorizzazione a fini storici e sociali;
- Conservazione della Biodiversità perché ogni individuo rappresenta un organismo diverso, geneticamente unico e tutelandone la perpetuità si possono garantirne i servigi all’umanità ed a tutto l’ecosistema Mondo;
- Paesaggistica perché un arboreto rappresenta un esempio di gestione del territorio molto apprezzato dal punto di vista panoramico creano un palcoscenico molto suggestivo e gradito, oltre che raro a vedersi;
- Produzione di Ossigeno e immobilizzazione della Anidride Carbonica perché le piante arboree, al pari delle erbacee, producono ossigeno in quantità industriale ed alla pari incamerano la CO2 in modo sempiterno;
Il Giardino e l’Arboreto sono aperti a visite gratuite guidate preferendo, per il periodo della fioritura, la stagione primaverile ed estiva.
In conclusione, l’Arboreto di Maremma e il Giardino dei Cisti rappresentano un raro esempio di iniziativa privata che cerca di dare il proprio contributo alla continua erosione della Biodiversità, proponendosi come semplice, economica e banale palestra didattica per la sensibilizzazione dei Cittadini verso i temi della Natura.