Proteggere le piante anche da virus e viroidi mediante il silenziamento del RNA

Le progressive limitazioni nell'uso di mezzi chimici disposte dall'UE per la salvaguardia del benessere umano e dell'ambiente pongono nuovi interrogativi e soluzioni in agricoltura, soprattutto nelle coltivazioni intensive di prodotti ortofrutticoli.
Del resto, viti, alberi da frutto, agrumi e olivi sono elementi fondamentali dei paesaggi antropici e fonti primarie dei prodotti della nostra variegata alimentazione. Questi offrono peraltro ospitalità a una enorme comunità tanto di insetti dannosi per le produzioni agricole, quanto di quelli utili e di cui abbiamo bisogno per produrre e proteggere le nostre coltivazioni.
Di insetti dannosi e del loro ruolo nella diffusione dei patogeni delle piante, abbiamo parlato con due ricercatori del Dipartimento di Scienze Bio-Agroalimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante.
Si tratta di Paola Leonetti e Vitantonio Pantaleo che, insieme a Pascal Miesen e Ronald van Rij, colleghi del Department of Medical Microbiology, Radboud University Medical Center di Nijmegen (Olanda), hanno collaborato alla ricerca.
"Gli insetti e le piante sono incredibilmente differenti all'occhio umano - hanno detto gli scienziati italiani - ma i meccanismi molecolari alla base del loro comportamento hanno qualcosa in comune. Infatti, come riportato in un lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista Advances in Virus Research le manifestazioni delle malattie virali delle piante e degli insetti sono indotte da fattori detti anche 'determinanti', ossia responsabili del fenotipo malato.
Cosa significa questa scoperta e come se ne può avvantaggiare, ad esempio, la produzione ortofrutticola?
"Da una parte, queste nuove conoscenze - concludono Leonetti e Pantaleo - ci permettono all'occorrenza di rafforzare il sistema immunitario della pianta, proteggendola da virus e viroidi, dall'altra consentendoci di bersagliare eventuali geni chiave per la vita degli insetti dannosi. Vi sono indicazioni che questi meccanismi di difesa sono efficaci anche contro i funghi, ma su questo come sulle reali applicazioni sono richiesti ulteriori approfondimenti. L'auspicio è quello di risolvere problemi annosi come il mal secco del limone o la cimice asiatica, senza ricorrere a sistemi di difesa con pesanti impatti ambientali e in aggiunta a quelli che sono i metodi di lotta biologica".
I risultati di questi studi danno speranza che la ricerca scientifica, perseguendo la via della conoscenza, possa sviluppare applicazioni biotecnologiche innovative per la salvaguardia della salute umana e dell'ambiente. Questa visione degli scienziati del gruppo italiano e olandese si basa sui recenti risultati che meglio spiegano le interazioni basate su RNA tra virus e ospite.

da Freshplaza.it, 27/7/2020