Prosecco, viticoltura e salute: accuse infondate

I dati sanitari della provincia trevigiana mostrano un quadro eccellente, soprattutto nei 15 comuni del Prosecco Docg, i più battagliati sul fronte “pesticidi”

di Donatello Sandroni

È una delle aree geografiche con le più alte aspettative di vita al mondo e mostra statistiche sanitarie al top per una molteplicità di patologie. Eppure la provincia di Treviso, patria del Prosecco, è una delle più battagliate del Belpaese a causa degli agrofarmaci utilizzati in viticoltura. Se da un lato il successo delle bollicine trevigiane ha portato crescita economica e reputazionale, dall'altro ha infatti inasprito le tensioni fra cittadinanza e viticoltori, accusati questi ultimi di avvelenare il territorio. Sono così fioriti comitati no-pesticidi, come pure si sono moltiplicate conferenze di associazioni che nell'allarmismo trovano da tempo la propria unica ragione di esistere. Non stupisce quindi che sia cresciuta fra i cittadini la sensazione di vivere in una “camera a gas”, infelice espressione spesso abusata da chi veda negli atomizzatori una metafora delle famigerate docce naziste. Talvolta però il percepito dista molto dal reale, almeno stando ai dati sanitari pubblicati sul sito della ULSS2 Marca Trevigiana (https://www.aulss2.veneto.it/fitosanitari-e-salute). Una comunicazione alquanto solida che pare purtroppo aver fatto scarsa breccia a livello popolare, poiché quando governa la paura a poco serve la ragione. A dispetto del rischio percepito, però, le locali aspettative di vita sono raddoppiate in un solo secolo, con i maschi trevigiani che sfiorano ormai gli 82 anni e le femmine che hanno superato gli 86. Fosse uno Stato, la provincia di Treviso si collocherebbe fra i più longevi al mondo. A conferma, si sono ridotte anche le morti precoci, quelle under 75, scese in un decennio del 24%. Di concerto l'età media di morte è salita da 78 a 81 anni, inducendo alcune modifiche nelle statistiche stesse, dato che una popolazione che invecchia è più soggetta a malattie come Alzheimer e demenze senili, cresciute infatti del 41%, come pure ai tumori, la cui incidenza s'impenna soprattutto sopra i 60 anni. Normalizzando i dati per l'età, infatti, i trend si mostrano incoraggianti, con una provincia di Treviso che presenta incidenze tumorali inferiori a quelle della Regione Veneto: -6% negli uomini e addirittura -18% nelle donne. Confrontando poi i dati dell’area a Docg, una delle più roventi sul fronte “pesticidi”, con le altre aree della Provincia, pressoché uguali si mostrano le incidenze di Alzheimer, Parkinson, SLA, sclerosi multipla, malattie renali e circolatorie. Leggermente migliore risulta invece proprio l’area Docg per diabete (0,3% contro 0,4%), malattie endocrine (1% contro 1,2%) e malformazioni congenite (0,5% contro 0,6%). Nemmeno analizzando i dati relativi ai linfomi non Hodgkin (prosecco-statistiche-ulss2-treviso.pdf) nei bambini fra zero e 14 anni emerge alcuna correlazione fra incidenza tumorale e presenza di vigneti, né quando espressi in termini di metri quadri pro-capite, né come densità territoriale sulle superfici comunali. Vi è semmai da interrogarsi sui perché Conegliano e Susegana, i due comuni più a Sud-Est fra i 15 della Docg, presentino insieme il 62,5% dei casi pur contabilizzando solo il 32% della popolazione dell’area del Consorzio. Una discrepanza che i numeri negano sia dovuta alla viticoltura. Tolti infatti questi due comuni dalle statistiche, i rimanenti 13 sarebbero decisamente sotto le medie nazionali ed europee per tale malattia nonostante l’alta densità viticola, come per esempio San Pietro di Feletto, che a vigneti mostra il 41% della superficie comunale, o Refrontolo, il quale ha la più alta metratura di vigneti pro-capite con quasi 2.500 metri quadri per abitante. Eppure, entrambi i comuni hanno incidenza zero per questa terribile patologia. Contro tali statistiche, decisamente schiaccianti, si schierano per lo più solo aneddotiche personali e correlazioni abitative avulse da prove concrete di causalità. Sicuramente, l’eccessiva vicinanza tra alcune abitazioni e certi vigneti è tema caldo su cui adoperarsi a livello politico e gestionale. Magari cercando anche di capire, però, quante di tali vicinanze siano dovute a nuovi vigneti posti al confine delle case e quante a nuove case costruite a ridosso delle vigne. Un dettaglio, questo, tutt’altro che trascurabile, visto che il Trevigiano è fra le prime province italiane per consumo dei suoli e cementificazione del territorio. Aspetti, questi, oscurati proprio dalle polemiche alimentate ad arte sui vigneti.