Pensieri per il futuro prossimo venturo (parte II): un Green New Deal sarà un buon affare!

di Francesco Ferrini

Coloro che sostengono che il costo delle azioni per contrastare gli effetti del cambiamento climatico è troppo elevato probabilmente non conoscono o non vogliono conoscere il reale bilancio economico delle operazioni. Guardano al costo presente e non guardano all’enorme guadagno futuro. Un rapporto recente dell'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che "l'onere sulla salute delle fonti energetiche inquinanti è ormai così alto che il passaggio a scelte più pulite e più sostenibili per l'approvvigionamento energetico, dei trasporti e sistemi alimentari è efficace e sostenibile di per sé stesso."
Non dobbiamo dunque scegliere tra il presente e il futuro. I giusti investimenti nell'azione per il clima possono migliorare la salute pubblica, creare posti di lavoro e migliorare la qualità della vita nelle nostre città oggi. Ma per rendere reali questi benefici, dovremo pensare e agire in modo diverso.
In primo luogo, per ottenere il massimo beneficio dagli investimenti sul clima, le risorse e l'autorità decisionale devono fluire verso le aree e le persone che sono maggiormente a rischio climatico. Queste comunità "di prima linea", che sono state spesso escluse dalle precedenti realizzazioni di infrastrutture, meritano una prima e ultima parola nel plasmare il loro futuro. E al fine di raggiungere gli obiettivi climatici, virtualmente ogni casa, quartiere e azienda dovrà essere aggiornato e connesso alla nuova infrastruttura. I leader locali responsabilizzati saranno fondamentali per conseguire tale obiettivo.
Dobbiamo comunque anche guardarci dalle conseguenze non intenzionali, come la gentrificazione che spesso accompagna gli investimenti in sostenibilità. Nuovi parchi, trasporti pubblici ed energia pulita rendono i quartieri più desiderabili e gli affitti più costosi. Le politiche e gli investimenti per prevenire la gentrificazione devono essere al centro dell'azione per il clima, in modo che tutti i residenti delle nostre comunità possano permettersi di vivere vicino a nuovi servizi a basse emissioni di carbonio e ad alta efficienza.
A questo proposito, è utile citare anche il concetto di “Equigenic Environments, ovvero ambienti “equigenici” (un neologismo a sua volta originato da un neologismo inglese), che si contrappone al concetto di gentrificazione. Secondo alcuni studiosi, infatti, le popolazioni che hanno più spazio verde nel loro quartiere tendono anche ad avere un divario di salute minore tra i residenti più ricchi e quelli più poveri. L’idea è, quindi, che gli ambienti “equigenici” potrebbero essere in grado di interrompere la consueta conversione delle disuguaglianze nella ricchezza in disuguaglianze nella salute fisica, mentale e nel benessere.
Attualmente è ancora difficile indirizzare i finanziamenti destinati alla salute o ai posti di lavoro verso i progetti sul clima, anche quando questi progetti sono volti a migliorare la salute e fornire buoni posti di lavoro locali. Dovremo trovare nuovi modi di bilanciare le azioni e costruire nuove e più profonde partnership tra settori.
In questo momento di forte preoccupazione riguardo al clima (per lo meno in molti di noi, seppur esistano ancora persone che negano il cambiamento e i suoi potenziali devastanti effetti anche in termini sociali), gli investimenti che collegano salute, equità e benessere umano con la protezione del clima sono la nostra migliore speranza. Il bisogno è urgente, quindi svoltiamo in una direzione audace, integrando i più alti standard di equità e giustizia con le più alte ambizioni climatiche. Cogliamo ogni opportunità per migliorare la vita delle persone oggi in modi che proteggano il clima per il futuro.