Non solo Covid-19: l’inquinamento contribuirebbe anche alle patologie neuro-degenerative

di Francesco Ferrini

La demenza, che comprende sia la demenza vascolare sia il morbo di Alzheimer, è la settima causa di morte in tutto il mondo (i decessi dovuti a demenza sono più che raddoppiati tra il 2000 e il 2015) tanto da arrivare a essere, nel 2018, una malattia da mille miliardi di dollari (totale mondiale di costi diretti) per la quale non esiste ancora una vera e propria cura. Pertanto, la prevenzione primaria di tutte le forme di demenza è una delle principali preoccupazioni globali per la salute pubblica e lo sarà ancora di più nei prossimi decenni.
Per il morbo di Alzheimer, la ricerca ha indagato l’influenza dello stile di vita precedente e i risultati hanno stimato che circa un terzo delle forme con cui si manifesta potrebbe essere attribuibile a fattori di rischio potenzialmente modificabili come il fumo e l'inattività fisica.
Più recentemente la ricerca si è estesa anche sul rapporto fra fattori di rischio ambientale e demenza e un'ampia revisione sistematica degli studi condotti ha evidenziato prove moderate di un'associazione con otto diversi fattori tra cui l'inquinamento atmosferico e la neurodegenerazione e sono quindi necessarie ulteriori ricerche per chiarire del tutto questi aspetti.
Mentre l'inquinamento atmosferico è un fattore di rischio consolidato per le malattie cardiovascolari e respiratorie, il suo ruolo in relazione alla demenza è, infatti, molto meno considerato e compreso. Una recente ricerca pubblicata su Environmental Health (vedi bibliografia) ha associato la vicinanza dell'abitazione a una strada trafficata all'incidenza di demenza non-Alzheimer, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer e sclerosi multipla. Lo stesso lavoro ha mostrato alcuni effetti positivi del verde nei riguardi dell'incidenza della patologia.
Il contatto col verde è stato più volte collegato allo sviluppo cognitivo nelle prime fasi della vita e ciò può avere effetti a lungo termine nella funzione cognitiva negli adulti e nel declino cognitivo negli anziani (Preuß et al., 2019). Tuttavia, anche se esiste ed è provato un effetto benefico dell'esposizione agli spazi verdi sulla funzione cognitiva, il numero di studi che esaminano tale associazione è ancora molto limitato.
Possiamo però dire una cosa: non importa dove vivete, l’importante è che cerchiate di sfruttare tutti gli spazi verdi che avete intorno a voi. Rilassatevi nel vostro giardino, nel parco vicino a casa o visitate regolarmente i parchi locali: il “vostro stesso vecchio” vi ringrazierà.


1. M. Preuß, M. Nieuwenhuijsen, S. Marquez, M. Cirach, P. Dadvand, M. Triguero-Mas, C. Gidlow, R. Grazuleviciene, H. Kruize, W. Zijlema, 2019. Low childhood nature exposure is associated with worse mental health in adulthood. Int. J. Environ. Res. Public Health, 16, p. 1809, 10.3390/ijerph16101809
2. Yuchi, W., Sbihi, H., Davies, H. et al., 2020. Road proximity, air pollution, noise, green space and neurologic disease incidence: a population-based cohort study. Environ Health 19, 8. https://doi.org/10.1186/s12940-020-0565-4