Napoli: un contest internazionale di studenti per l’agricoltura sostenibile

Studenti universitari si sfidano in un contest internazionale per la rigenerazione delle serre del parco Troisi di San Giovanni a Teduccio, quartiere nella zona orientale di Napoli. L’obiettivo è creare un sistema innovativo di coltivazione che sia sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale rendendo partecipi i cittadini nel recupero di uno spazio pubblico ora degradato e inutilizzabile.
Si tratta dell’UrbanFarm, organizzato e coordinato dall'Università di Bologna, che vede protagonisti studenti di numerose università nel mondo nella progettazione di modelli di agricoltura urbana per la rigenerazione di spazi abbandonati. Quella del 2021 è la terza edizione che si focalizza su tre location: oltre il parco Troisi di Napoli ci sono il ‘SALUS Space’ di Bologna e 'La Cité Maraichere' di Romainville (Francia).
Gli studenti - sei team per la location di Napoli - si confrontano con differenti aspetti della progettazione quali quelli architettonico, economico, sociale. In questi giorni i giovani hanno sottoposto i progetti alla valutazione del comitato scientifico e della giuria internazionale. La finale è prevista il prossimo giugno nel corso della fiera NovelFarm di Pordenone.
La peculiarità di UrbanFarm 2021 è il legame col progetto europeo Horizon 2020 FoodE che, coordinato dall’Università di Bologna, vede come partner, tra gli altri, anche l'Università degli Studi di Napoli Federico II e il Comune di Napoli. La sfida è elaborare sistemi alimentari resilienti e sostenibili nei centri urbani promuovendo la sicurezza alimentare e un attento utilizzo delle risorse naturali. Il programma prevede la creazione di quindici pilot in varie città europee ognuno dei quali nascerà da un percorso di co-progettazione con il pubblico.
Al Comune di Napoli sono stati assegnati 169mila euro: una parte di queste risorse saranno utilizzate per recuperare le serre interne al parco Troisi di San Giovanni a Teduccio. Si tratta di quattro serre e due strutture aperte che interessano una superficie complessiva di oltre cinquemila metri quadrati. Occorrono nuove coperture, sistema di irrigazione, operazioni di decespugliamento e pulizia.
La riqualificazione degli spazi comunali è solo il primo passo di un percorso più ambizioso che prevede la realizzazione di un'area mercato e l’utilizzo delle serre per laboratori e attività di divulgazione.  Si immaginano le serre del Troisi come il nucleo produttivo che, nel corso degli anni, ha la potenzialità di generare opportunità di lavoro attraverso la produzione di cibo per il mercato locale. Una agricoltura urbana che guarda oltre la finalità produttiva: sarebbe una occasione per coinvolgere persone svantaggiate dal punto di vista economico e sociale così come quelle affette da forme di disabilità

da Ilmattino.it, 22/1/2021