Le perdite dei raccolti si ripercuotono anche sul settore dei surgelati


L’agricoltura italiana deve fare sempre più i conti con l’imprevedibilità del meteo e la violenza dei fenomeni atmosferici. Non sono però solo le aziende agricole a subirne le conseguenze in termini di minori raccolti ma tutta la filiera che si trova a fronteggiare un’offerta inferiore alle sue esigenze. Questo, da un lato, fa lievitare i prezzi di acquisti che, inevitabilmente vanno a schiacciare i margine, dall’altra si pone invece il problema di non riuscire a soddisfare interamente la domanda del cliente finale. Strette dunque fra l’incudine di prezzi di approvvigionamento più alti e l’incudine di ricavi più bassi, l’industria dei surgelati sta attraversando un momento particolarmente difficile.
Secondo i dati raccolti dall’Istituto italiano alimenti surgelati (Iias), il sistema produttivo sta registrando importantissime perdite di prodotto, con percentuali che variano dal 20 al 60% sulle coltivazioni di cavolfiore, broccoli, sedano, finocchi e fogliame in genere. L’attuale situazione dei campi sta compromettendo anche i raccolti delle settimane a venire, tanto che si stanno ritardando le semine per i raccolti tardo invernali/inizio primaverili, con ripercussioni difficili da quantificare, ma tali da compromettere anche la campagna 2020 di uno dei prodotti più importanti per il settore dei surgelati, i piselli.
“Estati siccitose, fenomeni intensi (come trombe d’aria e grandinate) e inverni miti stanno mettendo in crisi l’agricoltura italiana - spiega Vittorio Gagliardi, presidente dell’Istituto italiano alimenti surgelati - A ottobre c’è stata un’ondata di caldo eccezionale (il quarto ottobre più caldo dal 1800) seguito da un novembre eccessivamente piovoso (+100 mm di pioggia rispetto alla media di riferimento). Proprio la pioggia intensa di novembre, oltre a compromettere il calendario delle semine e i normali lavori stagionali, ha fortemente rallentato le operazioni di raccolta, danneggiando i raccolti e provocando gravi danni a tutto il sistema produttivo, con importantissime perdite di alcune coltivazioni. Una situazione che metterà in difficoltà le aziende del settore, ritardando la consegna dei prodotti o, addirittura, mettendo a rischio la possibilità di soddisfare tutte le richieste dei consumatori”.
L’Istituto ricorda come i vegetali, anche nel 2018, si siano confermati come il prodotto alimentare surgelato più venduto, con una quota pari al 47,5% del totale dei surgelati venduti.
“Il mercato dei surgelati offre ai consumatori prodotti paragonabili ai “freschi” per qualità e contenuti nutrizionali, perché tutti gli ortaggi vengono raccolti nel momento di massima maturazione e la qualità è “bloccata” dalla surgelazione - conclude Gagliardi - È per questo che i gravi danni che si stanno registrando per colpa del maltempo comprometteranno anche la produzione dei vegetali surgelati”.


da: Repubblica.it, 5/1/2020