La Xylella potrebbe anche non essere così fastidiosa, da sola

Sempre più insistenti i dubbi che Xylella fastidiosa, da sola, sia capace di provocare il disseccamento, così repentino e virulento, di interi areali olivicoli. Xylella è effettivamente un batterio particolarmente pericoloso, incluso nella lista Eppo A1 dal 1981, ma probabilmente già presente nell'ecosistema mediterraneo da anni. 
Vi è poi stato un “miracoloso” recupero di alcuni degli olivi situati nella zona rossa, ovvero quella di massimo contagio, dove si prevedeva che l'unica possibilità fosse l'eradicazione. Alcune piante hanno ripreso a vegetare e a fare succhioni, anche nelle zone apicali della chioma. 
Vero è che Xylella fastidiosa è un batterio xilematico. Il danno è l'interruzione del flusso di acqua e nutrienti nei vasi della pianta, provocandone il disseccamento. E' quindi probabile che il fenomeno verificato in campo non sia altro che una reazione della pianta a questa invasione. Dopo lo shock iniziale, che ha portato gli olivi a perdere le foglie e, apparentemente, a disseccarsi, la pianta può aver reagito utilizzando i vasi xilematici non ancora “invasi” dal batterio. Il processo di infezione, infatti, può durare mesi e persino anni. Resta da capire se la pianta possa sviluppare processi di difesa naturali già conosciuti per altri patogeni, in maniera da isolare Xylella senza far procedere ulteriormente l'infezione nei nuovi tessuti che andrà a sviluppare.
In aiuto ci viene un recente studio delle Università di Foggia e di Firenze, pubblicato su Phytopatologia Mediterranea. L'indagine è stata condotta sia nelle zone del focolaio, quindi nel leccese, sia in altre aree (Cerignola, Foggia, Canosa di Puglia e Andria) dove sono stati riscontrati sintomi simili: disseccamenti dei rami e necrosi delle foglie. 
Lo studio ha verificato che, nella piante colpite, non solo fosse presente il famigerato batterio Xylella fastidiosa ma anche tre funghi: Phaeoacremonium aleophilum, Neofusicoccum parvum, e Pleurostomophora richardsiae.
I risultati di questa ricerca sono particolarmente interessanti se correlati con l'andamento climatico delle ultime annate agrarie, particolarmente favorevole proprio allo sviluppo di funghi, ovviamente anche patogeni. E' inoltre noto che piante poco curate e in stress nutrizionale possono essere più facilmente attaccate proprio da batteri patogeni e funghi. 
Per combattere efficacemente Xylella fastidiosa, oltre a misure d'emergenza, potrebbe quindi servire una rivoluzione culturale e colturale che rivaluti le buone pratiche agronomiche e di gestione degli oliveti, specie quelli secolari.


Da Teatro Naturale, 12/03/2014