La matita che diventa una pianta

Una matita che si usa per scrivere ma non solo: quando diventa troppo corta si può piantare nel terriccio di un vaso e si trasforma in altro, in una pianta da far crescere. Si chiama Sprout e oggi, questa matita con doppio utilizzo, si può acquistare ovunque, anche sul web, ma è nata nel 2013 da un gruppo di studenti del Mit (Massachusetts Institute of Technology) di Boston.
A concretizzare il progetto di creare una matita con un sacchetto di semi al posto della gomma e trasformarlo in business, con grandi consensi soprattutto sul mercato italiano, è stato il danese Michael Stausholm, spinto dal desiderio di combattere l’uso della plastica e di spingere verso comportamenti più sostenibili verso l’ambiente. Stausholm infatti aveva acquistato i diritti e il brevetto dagli studenti per lanciare la matita sul mercato. Oggi la matita Sprout viene venduta in più di 80 Paesi nel mondo.
E’ la prima matita che si pianta e cresce, è biodegradabile al 100%, prodotta con legno certificato, torba e contiene un minimo di 4 semi a seconda del tipo di pianta. Una volta conclusa la sua vita da lapis, può essere piantata e, a contatto con l’acqua, la capsula si discioglie rilasciando i semi, che in pochi giorni cominceranno a germinare.
Esiste in diverse varianti di piante aromatiche, ortive e fiori: Basilico, Chia, Coriandolo, Girasole, Garofano, Margherita, Non ti scordar di me, Pomodoro ciliegia, Salvia e Timo, Rosmarino. A fiorire per prime sono le matite che contengono i semi di pomodori e basilico che impiegano qualche giorno per germogliare. Per una pianta di rosmarino, invece, occorrono quattro settimane prima di veder spuntare i primi germogli.
Uno dei maggiori clienti di Sprout in Italia è l’Arma dei Carabinieri, che usa le matite come gadget nelle scuole e durante gli eventi su temi ambientali o le convention.

da: Mondo Agricolo, 25/2/2020