La Mantide con la cresta

di Santi Longo

Un insetto che desta la curiosità dei naturalisti, è l’elegante Mantodeo Empusa pennata, presente in tutta Italia, nella Francia meridionale, nella penisola Iberica e nel Nord Africa, Paesi nei quali è sempre più raro negli ambienti naturali secchi con vegetazione erbacea, o cespugliosa, fino a 1000 m s.l.m.m. Gli adulti, di entrambi i sessi, sono molto simili, lunghi circa 6 cm, di colore verdastro, o marrone. Il nome specifico richiama la peculiare formazione conica, pennata, che si trova, tra le antenne, sul capo molto mobile. Le femmine hanno antenne filiformi e dimensioni corporee leggermente superiori a quelle dei maschi; quest’ultimi sono facilmente riconoscibili per le lunghe antenne bi-pettinate e per le ali più sviluppate. Il primo segmento del torace è lungo e trasversalmente dilatato. Le zampe anteriori sono di tipo raptatorio; quelle medie e le posteriori, lunghe e sottili, sono di tipo ambulatorio, con i femori distalmente lobati. La parte ventrale dell’addome presenta caratteristici lobi. Tutti gli stadi mobili si mimetizzano con il substrato, sia con la colorazione del tegumento, che con il comportamento. Gli adulti sono buoni, o discreti, volatori e sostano lungamente sulla vegetazione, nell’attesa di catturare piccoli insetti anche in volo. I primi stadi giovanili sono attivi predatori di afidi e di altri piccoli artropodi; nelle età successive catturano ortotteri, ditteri, lepidotteri, odonati e neurotteri, di dimensioni inferiori alla loro. Di norma le femmine non cannibalizzano i maschi durante, o dopo, l’accoppiamento. In estate le femmine fecondate, si portano sugli steli di varie piante o, di preferenza su rocce e, in siti riparati, costruiscono ooteche, lunghe circa 1-2 cm, a sezione subtriangolare, munite di un caratteristico filamento terminale. Ciascuna ovatura contiene da 25 a 40 uova, che schiudono verso la fine dell’estate. Le neanidi fuoriescono attraverso fori che praticano lungo la linea mediana dell’ooteca. Gli stadi giovanili, simili agli adulti, durante il riposo, tengono l’addome sollevato con l’estremità rivolta verso l’alto e, prima di catturare le prede, si muovono ritmicamente, assumendo un atteggiamento minaccioso, per il quale sono volgarmente noti come diavoletti. La loro attività prosegue fino all’autunno inoltrato, si arresta durante l’inverno, per riprendere in primavera. Lo sviluppo preimmaginale si completa entro l’inizio dell’estate, epoca in cui gli adulti si accoppiano. I Mantodei sono, di norma, solitari e spiccatamente territoriali; essi svolgono un importante ruolo ecologico negli ambienti naturali ma sono noti, soprattutto, agli amanti dell’horror, per le loro caratteristiche etologiche e morfologiche, che hanno ispirato la realizzazione di modelli alieni in molti fumetti e film di fantascienza. Nel 1798 Illiger, istituì il genere Empusa, che include una dozzina di specie, due delle quali presenti in Italia, e il cui nome evoca quello delle ancelle di Ecate, divinità delle strade e dei crocicchi, signora delle ombre e dei fantasmi notturni, della magia e degli incantesimi. Le Empuse della mitologia greca, erano rappresentate come mostri soprannaturali femminili, carnivori che terrorizzavano i viandanti. Nonostante la cattiva fama, la Mantide con la cresta, per l’eleganza del portamento e per la facilità di allevamento, rientra nella categoria degli animali da affezione ed è diffuso come animale di compagnia a livello amatoriale, al pari degli insetti fantasma, dei grilli e di altri piccoli artropodi.