L'UE garantisce un'alimentazione sana?

La politica agricola comune (PAC), iscritta nel trattato di Roma e istituita nel 1962 è la più antica delle politiche comuni. Da allora, Bruxelles regola tutti gli anelli della catena alimentare, al fine di renderla sicura, dal campo alla tavola. Oltre alla pace, l'alimentazione è una politica fondante dell'Unione europea. Non bisogna dimenticare che, dopo la guerra, la PAC ha permesso di stabilire le condizioni e i mezzi per produrre abbastanza da sfamare la popolazione. L'Unione europea ha consentito qualità, disponibilità e varietà.
La politica agricola, il cui bilancio 2014-2020 vale 408 miliardi di euro, è un tema spinoso. Il commissario europeo per l'agricoltura, Phil Hogan, l'ha difesa ancora una volta. A seguito di diverse crisi sanitarie, in particolare quella della mucca pazza negli anni '90, Bruxelles si è dotata di una regolamentazione ambiziosa per proteggere i consumatori del Vecchio Continente. Nata con il regolamento 178/2002, la legge alimentare europea è ora utilizzata come modello. Abbiamo raggiunto uno dei più alti livelli di sicurezza e protezione alimentare nel mondo. Bruxelles ha stabilito un quadro rigido che impone una responsabilità forte e solidale a tutti gli attori della catena e li costringe a immettere sul mercato beni estremamente sicuri.
Negli Stati Uniti, il modello è diverso. I controlli sono più rari e l'unico vero strumento a disposizione dei consumatori è quello della famosa "class action". L'estrema tracciabilità richiesta ai produttori consente di risalire rapidamente all'origine di un problema. I servizi veterinari degli Stati tengono una riunione settimanale per evitare o contenere eventuali nuove allerte. Il regolamento del 2002 ha anche creato un'autorità europea per la sicurezza alimentare, l'Efsa che fornisce indicazioni nutrizionali e sulla salute, rigorosamente controllate. Poi, in termini di ingredienti nocivi alla salute e additivi l'Europa ha limitato molto e, spesso, ha vietato. La tentazione di rinazionalizzare la politica alimentare non è la soluzione giusta. L'unica critica da fare all'Europa è la lentezza delle decisioni. Prossimo punto all'ordine del giorno: l'introduzione di un'informazione nutrizionale semplificata. Un modo essenziale per rendere le informazioni alimentari più leggibili e quindi più credibili.


da "Le Figaro", in Rassegna stampa estera di Agrapress n. 1297 del 30/5/2019