L'Homo Sapiens non guarda al clima

Uniche fra tutte le forme di vita del pianeta, le specie del genere Homo sono state capaci di controllare il fuoco, produrre vestiti e strumenti, il linguaggio, e l’arte. La nostra stessa specie, Homo sapiens, ha piegato il mondo alle proprie esigenze, inventando modi sempre nuovi di usarne le risorse fin più disparate, trovandole ovunque, persino nelle profondità della Terra e del Mare. Questa straordinaria capacità di assoggettare il pianeta alle nostre necessità ha probabilmente cominciato a svilupparsi nel passato, con la comparsa di qualcuno fra i nostri antenati, sebbene nessuno di noi addetti ai lavori sappia se e con quale di essi. Sfortunatamente, infatti, le antiche specie di Homo hanno lasciato ben poche tracce del loro passaggio e ancor meno della loro cultura. I vestiti, la maggior parte di utensili e testimonianze dell’uso del fuoco, col passare del tempo scompaiono senza lasciare traccia di sé.
In un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica americana iScience, insieme con un team di ricercatori internazionali provenienti da Università italiane, inglesi e brasiliane, abbiamo usato un ricco record di resti archeologici e dati paleoclimatici per studiare il clima in cui vissero le specie più vicine ad Homo sapiens. Si è scoperto che diverse specie di Homo ora estinte furono capaci di usare la cultura e la tecnologia per disperdersi sull’intero pianeta, superando le barriere naturali imposte dalla nostra fisiologia. Questo straordinario processo dovrebbe essere cominciato circa un milione di anni fa, il che induce a pensare che il seme del genio umano fosse presente in specie di ominidi precedenti ad Homo sapiens. Eppure, nonostante questo incredibile balzo in avanti del genio umano abbia radici tanto profonde, tutte queste specie tranne la nostra sono adesso scomparse. Gli studiosi si interrogano da sempre sul perché questo sia accaduto, cercando di capire quanto la mano del moderno Homo sapiens, opposta all’effetto dei profondi cambiamenti ambientali avvenuti durante le ere glaciali, sia responsabile per la scomparsa dei nostri parenti più prossimi, come i Neanderthal o l’Homo erectus. In un secondo studio pubblicato dallo stesso team di ricercatori sulla rivista One Earth, è stato dimostrato che nonostante la tecnologia e la loro estrema adattabilità, le specie umane fossili non sono cadute vittime della rampante espansione dei sapiens, come più comunemente pensato, quanto dell’intenso cambiamento climatico a cui esse sono state esposte. Quello sorprende di più è la straordinaria regolarità del fenomeno.
Nessuna specie umana appare mai essere stata particolarmente sensibile al cambiamento climatico, se non le specie estinte, e solo subito prima di scomparire per sempre. C’è un messaggio di umiltà e cautela da cogliere in queste ricerche. Gli esseri umani stanno usando il pianeta ad una velocità e con una intensità che non ha eguali nel tempo, scoprire che nemmeno i nostri parenti più prossimi sono stati in grado di reagire abbastanza bene, ed abbastanza in fretta, da salvarsi dal cambiamento climatico, ci deve far riflettere su quali saranno le conseguenze di quello che sta succedendo adesso. Non ti alzi la mattina e ti accorgi che stiamo causando l’estinzione di questa o quella specie, né, potenzialmente, la nostra stessa estinzione. Le specie non scompaiono alla velocità della vita umana, ma scompaiono. E con lo scempio che stiamo causando al pianeta, rischiamo, prima o poi, di essere giusto l’ennesima specie di Homo che non ha resistito al cambiamento climatico, e se lo è creata da sola, per giunta.


da Repubblica.it, 21/10/2020