L’ America Latina ospita un terzo della biodiversità vegetale

L'America Latina (dal Messico fino a Capo Horn)  e l'Africa tropicale fanno a gara a chi ne ha di più. Di specie vegetali. E vince la prima, che ha più del doppio di piante della seconda. Se non bastasse, il Sudamerica ospita pure un terzo della biodiversità mondiale.
Un esempio delle specie presenti è la Chalybea brevipedunculata (FOTO) della Cordigliera del Condor, nell'Ecuador orientale. A confermare il tutto è una nuova ricerca del Giardino Botanico del Missouri pubblicata su Science Advances.
Sebbene si conosca da tempo il primato 'verde' dell'America Latina, la novità consiste nel fatto che per la prima volta si è riusciti a quantificare le specie di piante vascolari lì presenti rispetto all'Africa tropicale. Poiché le foreste si stanno diradando a un ritmo allarmante, i dati raccolti dagli studiosi del Missouri (con la collaborazione della Florida International University e del Giardino Botanico di Ginevra) possono aiutare a concentrare gli sforzi di conservazione nelle aree a maggior presenza di biodiversità. Finché c'è ancora tempo per farlo.
Il confronto tra le cifre dello studio intitolato "La distribuzione della ricchezza della biodiversità nei tropici” (del quale è coautore anche il presidente emerito del Giardino Botanico del Missouri Peter Raven), evidenzia che in America Latina ci sono molte più specie di piante vascolari che in Africa, solo che si trovano in un'area più piccola, dove tra l'altro le specie nascenti si riescono a scoprire più rapidamente che altrove.  Queste informazioni, combinate con quelle disponibili sulle specie animali più note, confermano che l'America Latina ospita almeno un terzo della biodiversità totale del mondo. Non è tutto.
Lo studio del Missouri fornisce dati essenziali per comprendere i diversi livelli di biodiversità nelle principali aree tropicali del mondo e consente agli scienziati di stimare i numeri reali delle specie esistenti nelle aree seguite. Informazioni come queste sono particolarmente importanti perché la progressiva, quanto rapida, distruzione degli ecosistemi ai Tropici comporta che sarà difficile, in futuro, raccogliere dati aggiuntivi. Quelli che abbiamo oggi, come accade per altre ricerche, suonano un campanello d'allarme. Il messaggio è, ancora una volta, raccogliere gli sforzi per correre a proteggere natura e ambiente prima di tutto nei cinque continenti. Poi, riservare un'attenzione speciale alle aree più ricche di biodiversità. Ad esempio, lo studio ha rilevato che nelle Ande tropicali e nel Sud-est asiatico c'è ancora molto da scoprire quanto a specie animali e vegetali sconosciute, il che concorda con altri rapporti recenti sulla Nuova Guinea.
Obiettivo del Missouri Botanical Garden è quello di "scoprire e condividere la conoscenza delle piante e del loro ambiente al fine di preservare e arricchire la vita". Oggi, 161 anni dopo la sua inaugurazione, la struttura è diventata un monumento storico nazionale. Oltre che essere un polo scientifico dedito allo studio della flora.
 

da Repubblica.it, 16/9/2020