In Italia la dipendenza dall’importazione di materie prime ha raggiunto la soglia di allarme

L’associazione Assalzoo, in occasione dell'assemblea annuale, ha discusso i temi dell’importazione di materie prime alimentari dall'estero, che ha raggiunto soglia di allarme. Le risorse interne sono infatti insufficienti per rispondere alla domanda delle aziende zootecniche, quasi il 60% dei cereali e delle farine proteiche impiegate per produrre mangimi composti sono importate con un impatto economico negativo di quasi 3 miliardi di euro. Tra i casi più preoccupanti c'è quello del mais per il quale si è passati dall'autosufficienza di una decina di anni fa a un deficit del 50%.
L'economia agricola italiana copre solo il 40,8% del fabbisogno mentre il restante 59,2% è costituito da materie prime estere, con un andamento crescente negli ultimi anni. Tra le diverse colture il grado di approvvigionamento maggiore ce l'ha l'orzo con il 64,1%, per il mais il tasso si aggira intorno al 52%, nonostante che l'Italia fosse in grado di soddisfare autonomamente il bisogno nazionale di mais all'avvio del nuovo millennio. Ancora più basso il grado di autoapprovvigionamento del grano tenero.
Occorre uno sforzo collettivo per affrontare questi deficit strutturali, in particolare sulla questione maidicola Assalzoo, ha da tempo intrapreso un'azione per riuscire a compattare la filiera e garantire un futuro alla produzione italiana. 

da: Agrapress n. 5188, 20/6/2019