Il riciclo dei mozziconi di sigarette

In Toscana è partito da qualche settimana un progetto per trasformare i mozziconi in “incubatori” di semi, una specie di “terreno” per coltivazioni idroponiche (cioè senza terra) di girasoli nani o altre piante non alimentari.
I laboratori coinvolti sono il Centro Avanzi dell’università di Pisa in collaborazione con il Cnr, e il progetto riguarda il Comune di Capannori, in provincia di Lucca. Da anni in questo pezzo di Toscana che ospita grandi insediamenti dell’industria della carta (è il più importante polo europeo) si portano avanti politiche ambientali sul riciclo dei rifiuti. L’ultima è questa: rigenerare gli avanzi delle sigarette, trasformarli da problema in risorsa, da rifiuto a materiale adatto alla coltivazione floreale e in biocarburante.
Il progetto si chiama Focus (Filter of cigarettes reUse Safely) ed è di durata triennale, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, dall’ateneo pisano e dallo stesso Comune di Capannori. “I ricercatori si occuperanno dei mozziconi raccolti in appositi contenitori ubicati in locali pubblici, che verranno poi trattati. Il progetto di ricerca è nel segno dell’economia circolare: i fiori e gli arbusti che nasceranno dai mozziconi saranno di specie autoctone e verranno trapiantati proprio a Capannori e dintorni.
Il professor Lorenzo Guglielminetti, coordinatore di questa ricerca, spiega che i filtri usati delle sigarette verranno trasformati in substrato inerte per l’agricoltura idroponica, cioè in coltivazioni fuori dal suolo. Per farlo occorre prima separare i mozziconi nelle loro componenti biodegradabili (carta e tabacco) e poi sottoporre i filtri a un lavaggio. Nessun trattamento chimico, una semplice bollitura e poi una pettinatura del filtro decomposto per poterlo usare “al posto della lana di roccia nella germinazione dei semi”.
Al progetto partecipano una decina di scienziati: sono fisiologi vegetali, ingegneri e agronomi. Si sta studiando anche la tipologia di semi più idonea in grado di crescere dai filtri usati. Inoltre tramite l’uso delle alghe saranno decontaminate le acque di lavaggio dei filtri producendo una biomassa utilizzabile come biocarburante.
Un altro team di una società di ricerca a Roma, ha appena concluso un lavoro per trasformare una parte dei filtri in montature di occhiali, il prototipo sarà pronto nelle prossime settimane: “Abbiamo trovato un sistema innovativo per la purificazione dei mozziconi per poterli poi riciclare. Una volta ripulito, l’acetato di cellulosa dei filtri può essere trasformato anche in diversi altri oggetti, per esempio contenitori rigidi e scatole. Il progetto romano è stato finanziato con fondi europei”. Esistono comunque nel mondo già vari brevetti per riciclare i mozziconi, in Canada per esempio il Royal Melbourne Institute of Technology ha sviluppato un sistema per ricavare dei mattoni sostenibili; un’azienda di Toronto invece, estrae dalle cicche l’acetato di cellulosa per creare dei pellets di plastica che possono essere utilizzati negli imballaggi.

da: Repubblica.it, 21/1/2020