Il ginko non invecchia ... e non fa invecchiare

di Francesco Ferrini

È noto che il Ginkgo può essere utilissimo per i problemi al sistema circolatorio, per controllare il peso corporeo e per i problemi legati alla concentrazione, avendo effetti positivi sulla memoria e sull'apprendimento.
Meno noti sono invece i meccanismi che rendono questa specie così longeva. L'invecchiamento è, infatti, una proprietà universale degli organismi multicellulari. Sebbene alcune specie di alberi possano vivere per secoli o millenni, i meccanismi molecolari e metabolici alla base della loro longevità non sono chiari.
Un lavoro pubblicato lo scorso gennaio e rimbalzato anche dalla stampa nazionale, ha identificato il “segreto” del ginkgo che gli permette di vivere per più di 1.000 anni. Lo studio ha evidenziato che l'albero produce sostanze chimiche protettive che gli conferiscono resistenza alle malattie e tolleranza alla siccità. E, a differenza di molte altre piante, i suoi geni non sono programmati per innescare un declino inesorabile dopo che ha raggiunto la maturità.
Il ginkgo è una pianta relativamente comune nei parchi e nei giardini di tutto il mondo ma, nonostante la sua elevatissima resilienza, è sull'orlo dell'estinzione in natura a causa del disboscamento delle popolazioni spontanee confinate sul monte Xitianmu nello Zhejiang, in Cina.
I due gruppi di ricercatori, negli Stati Uniti e in Cina, hanno studiato alberi di ginkgo di età compresa tra 15 e 667 anni, estraendo gli anelli degli alberi e analizzando cellule, corteccia, foglie e semi e hanno mostrato che alberi giovani e vecchi producono sostanze chimiche protettive per combattere lo stress causato da agenti patogeni o da fattori abiotici come la siccità.
Le sostanze individuate includono antiossidanti, antimicrobici e ormoni vegetali che proteggono dalla siccità e da altri fattori di stress ambientali. Studi genetici hanno dimostrato che i geni legati all'invecchiamento non si attivano automaticamente in un certo momento come in altre piante, come alcune erbacee e le piante annuali in genere.
Così, mentre un albero che ha vissuto per secoli potrebbe apparire fatiscente a causa di danni da gelo o fulmini, tutti i processi necessari per una crescita sana sono ancora funzionanti.
Nel lavoro si ipotizza che il comportamento potrebbe essere simile in altri alberi longevi, come la sequoia gigante che, ad esempio, ha il legno "ricco di sostanze chimiche antimicrobiche". La speranza è che lo studio incoraggi altri a scavare più a fondo in quelle che sembrano essere le caratteristiche importanti per la longevità del ginkgo e di altri alberi longevi.


Articolo originale Wang et al., 2020. Multifeature analyses of vascular cambial cells reveal longevity mechanisms in old Ginkgo biloba trees. Proceedings of the National Academy of Sciences, 117 (4) 2201-2210; DOI: 10.1073/pnas.1916548117
https://www.pnas.org/content/117/4/2201