I Diaspini della “Corona di Cristo”: Euphorbia milii

di Santi Longo, Gaetana Mazzeo, Salvatore Nucifora

L’Euforbiacea Euphorbia milii è un arbusto spinoso sempreverde, originario del Madagascar che, nell’Italia meridionale, da tempo immemorabile è apprezzato come pianta ornamentale da giardino e da interno. Il nome comune di "Corona di Cristo", fa riferimento alla presenza di spine, che possono raggiungere i 5 cm, e di brattee fiorali di colore rosso che evocano le gocce di sangue. È una pianta succulenta dai fusti eretti, ramificati, spinosi, che possono raggiungere l'altezza di circa un metro e mezzo. Fiorisce durante tutto l'anno; l'infiorescenza è un ciazio, con piccoli fiori chiari contornati da due brattee di colore rosso, arancio, giallo o bianco. Particolarmente apprezzato per le foglie oblunghe e i fiori apicali è l’ibrido Euphorbia x lomi (ottenuto da E. milii ed E. lophogona), che viene saltuariamente infestato dall’endemico lepidottero Nephopteryx divisella. Recentemente, su piante di E. milii, coltivate in vaso, nel centro urbano di Catania, è stata riscontrata la presenza di tre polifaghe specie di Diaspini: Chrysomphalus dictyospermi, C. aonidum ed Hemiberlesia cyanophylli, originariamente descritte come afferenti al genere Aspidiotus.
C. dictyospermi è nota come Cocciniglia biancarossa degli agrumi poiché le neanidi neonate, dopo essersi fissate al substrato, secernono una sostanza follicolare bianca, a forma di cappuccio, che ne ricopre il corpo, pertanto le foglie e i frutti infestati si presentano punteggiati di bianco e di rosso, colore del follicolo delle femmine adulte. Altamente polifaga, è stata segnalata su piante afferenti a 188 generi di 80 famiglie botaniche diverse, ma non era in precedenza nota per E. milii. Considerata la gravità delle infestazioni registrate nei primi decenni del ‘900, con D.M. del 23 aprile 1928, fu resa obbligatoria la lotta alle cocciniglie degli agrumi in Sicilia e in provincia di Reggio Calabria e venne istituito il “Commissariato Generale Anticoccidico” con sede a Catania; successivamente, con D.M. 20 aprile 1956, l’obbligatorietà della lotta venne estesa alla Campania e al Lazio. In pratica la lotta, basata sull’impiego dell’acido cianidrico fatto sviluppare sotto apposite tende che ricoprivano le piante (fumigazione cianidrica), era indirizzata quasi esclusivamente contro la “Biancarossa”, che era la più perniciosa delle 13 specie di cocciniglie allora presenti su agrumi. Attualmente sono segnalati seri danni negli agrumeti di Grecia e Iran; meno gravi in Messico, Sud America e Repubblica di Georgia. In Italia è praticamente scomparsa negli agrumeti, mentre occasionale, è la presenza del diaspino su edera, in Toscana e nel Lazio, e su Ficus benjamina coltivato in vaso a Roma; su quest’ultima essenza a Catania le infestazioni sono sempre più frequenti.
Ben più perniciosa è la congenere asiatica C. aonidum, riconoscibile per il follicolo di colore bruno-violaceo; nota come Cocciniglia della Florida, è diffusa nelle regioni tropicali e subtropicali. Nei nostri ambienti temperati viene spesso introdotta con agrumi importati e soprattutto con piante ornamentali che possono diffondere le infestazioni, tuttavia per le sue maggiori esigenze termiche non è molto diffusa in pieno campo (sebbene severe infestazioni si siano verificate qualche anno fa in agrumeti in Sicilia orientale), mentre in ambiente urbano trova condizioni favorevoli al suo insediamento. In Israele, dove il diaspino è dannoso anche negli agrumeti, per il suo controllo biologico è stato introdotto il parassitoide Aphitys holoxanthus.
Il terzo Diaspino, H. cyanophylli, è stato descritto da Signoret nel 1869 come Aspidiotus cyanophylli, raccolto su Cyanophyllum magnificum, introdotto dal Venezuela. Il follicolo delle femmine adulte è ovale di colore biancastro o grigio, con esuvie centrali; quello dei maschi è più piccolo e allungato, arrotondato alle due estremità.
La specie, che è stata via via trasferita ai generi Furcaspis, Abgrallaspis e Diaspidiotus, é attualmente ampiamente distribuita nelle regioni tropicali e subtropicali. Altamente polifaga vive su varie piante afferenti a 141 generi di 75 famiglie botaniche diverse; su E. milii è stata segnalata da Merril, in Florida nel 1953. Le tre specie raramente sono state riscontrate insieme sulla stessa pianta della quale, di norma, colonizzano siti differenti. C. dictyospermi si insedia sulla pagina superiore delle foglie, mentre H. cyanophylli vive di norma sulla pagina inferiore; C. aonidum si ritrova sia sulla pagina superiore sia su quella inferiore delle foglie, ove è possibile notare una colorazione rossa nel parenchima esplorato dagli stiletti. Attivo predatore è il coccinellide australiano Rhizobius lophantae, introdotto, nel 1908, da Silvestri per il controllo biologico di vari Diaspidoidi; presenti sono anche varie specie di parassitoidi ectofagi primari, del genere Aphytis.