I Consorzi di Bonifica della Toscana pienamente operativi

La Fase 2 tra smartworking e un occhio attento alla questione siccità

L’emergenza Covid non ha fermato i Consorzi di Bonifica, riuniti in Anbi Toscana. L’attività è andata avanti, rispettando con grande attenzione le norme sulla sicurezza, senza però far mancare gli interventi di manutenzione sui corsi d’acqua. Ne abbiamo parlato con Marco Bottino, presidente appunto di Anbi Toscana.
Come è andata la gestione dell’emergenza?
«Abbiamo rispettato rigidamente le norme e tra il personale dei sei Consorzi di Bonifica della Toscana non si è registrato contagio. Abbiamo attivato lo smart working e continuato a pieno la nostra attività perché sappiamo quanto è importante il lavoro dei Consorzi per il territorio».
Quali sono i progetti per la Fase 2?
«In questa fase 2, per continuare a minimizzare i rischi, resterà attivo il lavoro in modalità smartworking. In ufficio sono e saranno presenti solo le persone indispensabili. Sul fronte del lavoro operativo ci siamo organizzati in modo tale che ogni operaio abbia un mezzo dedicato che usa in via esclusiva. Questo annulla praticamente i rischi, visto che nessun altro sale a bordo e che comunque vengono effettuate tutte le necessarie sanificazioni. Si tratta di un sacrificio in termini economici e organizzativi ma i risultati ci sono e questa per noi è la cosa più importante».
L’arrivo della bella stagione sembra porre, già da ora, il dilemma della siccità. Come sarà questa estate?
«Secondo le prime previsioni e tendenze, abbiamo davanti un’estate siccitosa quindi è necessario lavorare sugli impianti e approvvigionarsi di acqua quando questa è disponibile: gli invasi che noi gestiamo non hanno solo il compito di trattenere le piene ma anche di conservare una risorsa preziosa per i periodi secchi. Il nostro impegno è massimo, anche se in Toscana solo il 14% della superficie agricola viene irrigata dai Consorzi. Molto si sta facendo per potenziare le reti ed è attivo un tavolo di lavoro con le organizzazioni agricole per mettere a punto un progetto di sviluppo dell’irrigazione adeguato».
Qual è il rapporto con l’Accademia dei Georgofili?
«Quello fra i Consorzi di Bonifica e l’Accademia dei Georgofili è un rapporto storico. Soprattutto sul tema dell’agricoltura abbiamo lavorato fianco a fianco per individuare soluzioni utili a sostenere il settore, sempre più colpito da estati secche che mettono a rischio la produzione. Avevamo anche in programma nuovi convegni che sono stati però rimandati per l’emergenza Covid. Li realizzeremo appena possibile».