Documento accademico su "vitigni resistenti"

L'Accademia dei Georgofili, sollecitata, dal mondo della viticoltura-enologia italiana, a definire lo stato dell'arte circa i vitigni ibridi, concepiti per una migliore resistenza ai vari parassiti, ha istituito circa un anno fa, per decisione del presidente Massimo Vincenzini, un Gruppo di lavoro con l'obiettivo di formulare un "position paper" sull'argomento. Il lavoro del Gruppo ha richiesto un periodo di tempo superiore al previsto perché nel frattempo, come ben noto, l'epidemia denominata COVID19 ha reso difficoltosa se non impossibile buona parte dei tradizionali modi di lavoro. Ciononostante l'opinione dell'Accademia sul complesso aspetto è ora disponibile.
A chiunque operi nel settore è chiaro come l'argomento coinvolga direttamente il miglioramento genetico e come gli aspetti tecnicamente più innovativi siano normati dalla Direttiva UE 2001/18, rendendo di grande attualità i metodi per l'ottenimento di vitigni resistenti, nel rispetto della normativa vigente.
Il mondo della vite e del vino è fortemente chiamato in causa; si è costretti a camminare su di un crinale difficoltoso che rischia da una parte di escludere ogni forma di innovazione per restare fedeli ai nostri pregevoli parametri qualitativi, dall'altro di scivolare verso "salti" tecnologici che non siano in grado di rispettare o, possibilmente, migliorare, tali livelli di qualità.
L'Accademia ha affidato ad alcuni suoi membri la valutazione di questa complessa, quanto strategica, materia, chiamando a far parte del Gruppo di lavoro Rosanna Zari, Luigi Moio, Attilio Scienza, Riccardo Velasco, Paolo Storchi, Riccardo Cotarella, Riccardo Ricci Curbastro e Michele Pasca-Raymondo, coordinati da Amedeo Alpi.
Il documento, rispetto alla complessa materia cui si riferisce, è agile e di facile lettura; si articola su pochi punti essenziali. Una introduzione che aiuta a familiarizzare con una terminologia spesso confusa e inquadra il problema della resistenza ai parassiti. Segue una presentazione delle problematiche circa la nomenclatura dei vitigni ottenuti con re-incrocio reiterato e come tale tecnica possa avere un impatto sulla tipicità. Seguono infine le due parti fondamentali concernenti gli aspetti normativi e la comunicazione di questi aspetti tecnico-scientifici, talora sofisticati, diretta sia alla comunità specificamente interessata sia all'intera società italiana molto appassionata a un prodotto, il vino, che caratterizza la nostra storia e la nostra cultura.

Il documento finale è qui consultabile: http://www.georgofili.it/contenuti/news/8155