Dagli USA Nuove soluzioni contro lo stress da caldo in stalla

Lo stress da caldo del periodo estivo mette a dura prova le bovine da latte. I ricercatori dell’Università del Wisconsin−Madison (USA) sperimentano metodi di raffrescamento sempre più efficaci ed economici per mantenere il benessere animale in stalla e contenere lo spreco di acqua potabile.
Vengono installati dei sensori di regolazione del flusso nelle aree critiche, come la sala di attesa o la zona di alimentazione, nelle quali la densità delle bovine varia durante la giornata, specialmente se si tratta di stalle dove gli animali possono spostarsi volontariamente. La nebulizzazione entra in funzione in base alle condizioni di temperatura e umidità e il flusso viene erogato in base al numero di bovine presenti.
La tecnologia ideale deve rilevare i segnali di stress da caldo delle bovine (frequenza respiratoria, temperatura corporea e cutanea, affanno, ecc.) e “dialogare” con i sensori di movimento e con il sistema di controllo degli ugelli, in modo da fornire comfort in tempo reale.
La ricerca statunitense è stata pubblicata sul sito dell’Università. I risultati dimostrano come sia possibile risparmiare acqua potabile, garantire un abbattimento dello stress da caldo, mantenere l’ambiente umido senza bagnare il suolo o il cibo e integrare un flusso di aria per aumentare la sensazione di frescura, tenendo lontani gli insetti.
Nella Central Valley della California si concentra il maggior numero di allevamenti da latte dello Stato (1,8 milioni di capi) e per oltre cinque mesi all’anno la temperatura ambientale supera regolarmente i 22,2°C, esponendo le bovine a un costante rischio di stress da caldo. Presso l’Università di Davis, in California, un team di ricercatori sta conducendo analisi sperimentali sui sistemi di ventilazione e raffrescamento.
Nell’estate del 2017 si sono registrate temperature superiori a 32,2°C per 57 giorni di fila. Sono stati testati differenti metodi di raffrescamento delle bovine: un metodo tradizionale, con ventilatori combinati a nebulizzatori; un sistema a ricircolo chiuso che invia acqua fresca nei materassini posti sotto le cuccette, infine il sistema detto “swamp cooler”, che funziona in modo simile ad un condizionatore. I risultati e la migliore strategia di raffrescamento sono stati pubblicati sul Journal of D.S., volume 102, gennaio 2019.
La ricerca californiana sostiene che a fare la differenza sembrano essere la durata della nebulizzazione e gli intervalli tra i cicli, più che la quantità di acqua impiegata nelle sessioni di nebulizzazione.


da: novagricoltura.edagricole.it, 6/6/2019