Città a misura di bambino

di Francesco Ferrini

Seguendo l'attuale tendenza dell'urbanizzazione globale e la crescente attrazione delle città per le famiglie, gli ambienti urbani stanno diventando i contesti principali in cui le nuove generazioni di bambini cresceranno e prospereranno. Questa rapida urbanizzazione ha una serie di effetti tra cui una tendenza in crescita in cui non solo i giovani professionisti urbani scelgono di trasferirsi nelle aree urbane, ma anche, come detto, le famiglie. Le Nazioni Unite stimano che, a seguito della continua urbanizzazione della popolazione umana, entro il 2025 il 60% dei bambini del mondo vivrà in città.
Ciò che è indicativo è che per milioni di futuri nati i contorni della vita quotidiana e delle esperienze saranno modellati dagli ambienti urbani e ciò ha rinnovato l'interesse per la vita dei bambini nelle città nei settori delle scienze sociali, della pianificazione e progettazione e ha accolto con favore diverse prospettive di sviluppo nel vasto campo degli ambienti urbani a misura di bambino.
Tuttavia, ciò implica di affrontare diverse sfide, poiché crescere nelle città porta preoccupazioni legate a condizioni di vita sana e sicura, alla presenza di spazi ricreativi, ai trasporti, alla povertà urbana, ecc. Le città a misura di bambino devono tener conto del ruolo delle abitazioni, dei trasporti, delle reti comunitarie, del gioco, della governance e, soprattutto, della presenza di aree verdi, come prerequisiti importanti per vivere in città. Con l'ampliamento della portata degli studi sui bambini nell'ambito delle scienze sociali, l'analisi urbana è essenziale per migliorare la comprensione contestuale dei problemi e dei bisogni contemporanei dei bambini nella città; in particolare la pianificazione e la progettazione di nuove aree urbane (soprattutto nei paesi in via di sviluppo) e le loro influenze sulla vita quotidiana dei bambini.
È perciò fondamentale la creazione di comunità a misura di bambino e la costruzione o la rigenerazione di quartieri, città e regioni vitali e con un forte senso di appartenenza. Sebbene la pianificazione “per i bambini” non sia una materia nuova ed esista un corpus crescente di ricerche sullo sviluppo di comunità a misura di bambino, la gran parte della produzione scientifica si è concentrata però sull'affrontare le sfide nei quartieri per bambini, mentre la ricerca sul ruolo degli strumenti di progettazione e pianificazione per migliorare le pratiche relative alle comunità a misura di bambino non è ancora del tutto sviluppata.
I bambini che vivono nelle aree urbane, rispetto a quelli che vivono nelle aree rurali sono, come detto, generalmente esposti a livelli più elevati di rischi ambientali come l'inquinamento atmosferico, il rumore e il calore e hanno un accesso limitato agli ambienti naturali, compresi gli spazi verdi. Allo stesso tempo, lo stile di vita urbano è principalmente associato a livelli più bassi di attività fisica e maggiore esposizione a criminalità e stress psicologico. Il contatto con spazi verdi, d'altra parte, è ritenuto avere anche un ruolo determinante nello sviluppo del cervello umano. Un corpus di prove anaboliche, relative cioè all'insieme dei processi di sintesi o bioformazione delle molecole organiche (biomolecole) più complesse da quelle più semplici o dalle sostanze nutritive, è stato anche associato alla salute mentale e fisica dei bambini.
Occorre però fare chiarezza su cosa dovrebbe essere una città “per i bambini” e come, soprattutto, dovrebbero essere realizzate le infrastrutture necessarie per la loro crescita.
Le infrastrutture pensate per i bambini sono la rete di spazi, strade, natura e interventi che costituiscono le caratteristiche chiave di una città a misura di bambino. Sono fondamentali per un approccio più inclusivo, socialmente equo, sano e resiliente.
Questa rete è importante quanto quella dei trasporti, l'energia, l'acqua e i rifiuti: tutte sono alla base delle “funzioni urbane” della capacità di una città di attrarre e sostenere comunità forti, salutari, orientate inclusione sociale e al benessere sia familiare, sia collettivo.
Promuovendo la connessione, la multifunzionalità, gli spazi pubblici intergenerazionali e sostenibili per le città, le infrastrutture pensate per i bambini possono quindi generare una vasta gamma di benefici per tutti i cittadini urbani ed è a ciò che le nostre politiche e, speranzosamente, anche i nostri politici dovrebbero tendere.