Arriva l'anagrafe dell'Aglione della Valdichiana

Il progetto nasce da due docenti, Stefano Biagiotti, dell'università Telematica Pegaso, e Stefano Loppi, dell'università di Siena: è loro l'idea di caratterizzare geograficamente, con la tecnica del fingerprinting, l'Aglione della Valdichiana - Allium ampeloprasum var. Holmense - pianta coltivata nel territorio della Val di Chiana, mai prodotta in grande quantità e riscoperta a partire dagli anni '90. Con i dati provenienti dal fingerprinting sarà possibile stabilire un'impronta digitale, dal terreno al prodotto primario e fino a quelli trasformati. Per il suo trasferimento di innovazione, il progetto rientra nell'ambito della cosiddetta "agricoltura 4.0".
I bulbi dell'Aglione sono di colore bianco-avorio, senza striature di altre tonalità, e hanno forma regolare e compatta, leggermente appiattita là dove comincia la radice; il peso varia dai 200 grammi del tipo "piccolo" fino agli oltre 600 di quello "gigante", col diametro può variare dai 6 ai 9-10 cm. Garantire la certezza della provenienza, secondo i ricercatori, contribuirà a evitare frodi e andrà a valorizzare una varietà tipica, di nicchia, con caratteristiche di gusto e digeribilità molto diverse rispetto all'aglio "comune" e per questo preziosa.
La Regione Toscana ha finanziato il progetto del "Vero Aglione della Valdichiana" con i fondi del piano di sviluppo rurale 2014-2020.
Grazie a questa "anagrafe" verrà valutata la biodiversità del prodotto, considerando anche le tecniche colturali a basso impatto ambientale, e potrà essere creato un sistema informatico, messo a disposizione dell'aziende, capace di fornire al consumatore finale le informazioni sul prodotto con un semplice QR-code.

da Repubblica.it, 22/11/2019