Agricoltura 4.0, business da 450 milioni (+22% annuo)

Tra sperimentazioni e investimenti strutturati, il giro d’affari di Agricoltura 4.0 in Italia ha toccato quota 450 milioni di euro con una crescita del 22% su base annua. Si tratta del complesso di tecnologie di ultima generazione, utilizzate anche congiuntamente, per migliorare le rese e la sostenibilità delle coltivazioni, la qualità dei prodotti finali e le condizioni di lavoro. Ma anche per migliorare l'efficienza della catena distributiva, per raccogliere e analizzare dati sul processo produttivo che possano essere la base per raggiungere o consolidare un vantaggio competitivo. O ancora, a volte il ricorso alle tecnologie di ultima generazione è adottato anche per perseguire obiettivi da old economy ma sempre attuali come la riduzione dei costi.
A tracciare uno spaccato sull’agricoltura 4.0 è l’Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e dal Laboratorio RISE (Research & Innovation for Smart Enterprises) dell'Università degli Studi di Brescia, che sarà presentata nei prossimi giorni.
La ricerca permanente sull’innovazione digitale nell’agrifood del Politecnico di Milano nel 2019 ha censito oltre 415 soluzioni di agricoltura 4.0 offerte da 160 aziende in Italia (circa 100 in più rispetto allo scorso anno). L’indagine distingue l’analisi delle soluzioni offerte da una seconda parte dedicata invece alle scelte adottate dalle imprese. «Agricoltura 4.0 – spiegano dall’Osservatorio Agrifood – è un paradigma che prevede l’utilizzo armonico di diverse tecnologie. In questi anni si è passati da “Agricoltura di precisione” ad Agricoltura 4.0” con l’Internet of Farming reso possibile da tecnologie innovative come l’ Iot (Internet of Things) e i Big Data Analytics».
Dall’analisi del mercato emerge il ruolo chiave svolto da attori già affermati nel settore come i fornitori di macchine e attrezzature agricole che generano l’86% dell’offerta. Ma va anche registrato un 14% costituito da soluzioni proposte da attori emergenti (in buona parte startup) che propongono sistemi digitali innovativi e servizi di consulenza tecnologica e di raccolta e analisi dei dati. Il 39% delle soluzioni offerte sul mercato riguardano sistemi di monitoraggio e controllo di mezzi e attrezzature. Il 20% sono software gestionali aziendali, il 14% macchinari connessi, il 10% sistemi di monitoraggio da remoto di coltivazioni e terreni, il 9% sistemi di mappatura dei terreni.
Passando invece alle scelte adottate dalle imprese, dall’analisi emerge che il 66% adotta software gestionali, a seguire i sistemi di mappatura di coltivazioni e terreni (40%), i sistemi di monitoraggio e controllo delle macchine agricole (39%). Una quota ancora minore riguarda i trattamenti in campo con i droni o il ricorso a robot per le attività (entrambi al 5%). Tra le filiere “più sensibili al 4.0” vitivinicolo, lattiero-caseario e cerealicolo.
Uno specifico capitolo dell’indagine si è poi focalizzato poi sul digitale per la tracciabilità alimentare. Un mercato caratterizzato dalla significativa presenza di piattaforme blockchain (43% del totale con una crescita in un anno del 111%). Invece ancora limitata è l’offerta di soluzioni che sfruttano Data Analytics (34% del totale). Il mercato delle soluzioni basate sull’IoT (30%), pur risultando ancora limitato e caratterizzato da pochi milioni di investimenti, appare in forte crescita (+63%). La tecnologia blockchain oggi viene scelta dalle imprese agroalimentari alla ricerca di opportunità commerciali e di marketing (60%) e per valorizzare le informazioni sul prodotto nei confronti del consumatore finale. Nel 15% dei casi c’è anche l’obiettivo dichiarato di rendere più efficienti le operazioni di richiamo dei prodotti a garanzia della sicurezza alimentare. Nel 60% dei casi la blockchain è utilizzata per rendere più trasparente la filiera nei confronti del consumatore finale permettendogli di avere accesso diretto alle informazioni raccolte in genere attraverso un QR code o un’app mobile.

da IlSole24Ore.it, 2/3/2020