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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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20 giugno 2012

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Recupero della biodiversità in apicoltura

Si è svolta a Catania il 14 giugno u.s., una giornata di studio dedicata al recupero della biodiversità in apicoltura

di Santi Longo e Gaetana Mazzeo

Le peculiarità dell’Ape nera siciliana
In Sicilia le prime documentate notizie sull’apicoltura risalgono all’epoca della Magna Grecia: Teocrito, nel 300 a. C., decantava il miele e le api nere di Ibla (Apis mellifera siciliana Dalla Torre, 1896) che dal punto di vista biometrico-statistico possono localizzarsi tra le europee A. m. carnica, A. m. ligustica e l’africana A. m. intermissa. Anche riguardo alla caratterizzazione genetica e biochimica A. m. siciliana occupa una posizione intermedia fra le razze dell’area mediterranea-centrale e A. m. intermissa. Infatti, rispetto alle razze europee, è più incline alla sciamatura e costruisce numerose celle reali; inoltre, similmente alle api africane, la regina, per un certo periodo prima della partenza dello sciame, convive con diverse regine figlie vergini (poliginia temporanea stagionale). Considerata la loro importanza ecologica, nell’Albo Nazionale degli Allevatori di Api Regine, è presente la sezione A. m. siciliana, della quale sono riportati i valori morfometrici dei caratteri utili per la discriminazione della siciliana tra le razze presenti in Europa.

Le problematiche connesse con il recupero
L’impoverimento degli habitat utili e l’omogeneizzazione del patrimonio genetico conseguente all’introduzione di api ritenute più produttive, hanno ridotto le popolazioni della sottospecie autoctona Apis mellifera siciliana Dalla Torre ponendola, oggi, a rischio di estinzione. Mantenere il patrimonio genetico di tale sottospecie è particolarmente importante in quanto endemismo dell’isola Sicilia, ponte evoluzionistico tra le razze di api africane ed europee, adattata a climi mediterranei e fonte di variabilità genetica residua. Il progetto APESLOW, coordinato dal CRA-API e avviato all’inizio di quest’anno, si prefigge la sua reintroduzione in Sicilia attraverso un intenso programma di ricerca e di formazione. Tra gli scopi principali c’è quello di ottenere l'allevamento in purezza in “zone di rispetto” appositamente create e di formare allevatori certificati di regine dell'ape autoctona promuovendone l’iscrizione alla sezione A. m. siciliana dell’Albo Nazionale degli allevatori di Api Regine.

FOTO: ape siciliana su ficodindia
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Commenti

giulio crescimanno - inserito il 21/06/2012

l'incontro di che trattasi è stato organizzato dall'Accademia dei Georgofili, sezione Sud-Ovest.

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