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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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04 aprile 2012

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PIU’ FOGLIAME UGUALE MENO INQUINAMENTO

di Alessandro Chiusoli

Nel momento in cui sto scrivendo siamo in piena stagione del taglio. Ogni condominio chiede a gran voce  la potatura per ridurre la chioma degli alberi, che “sporcano”, che “facilitano l’ingresso dei ladri nelle case”, “che con le radici fanno inciampare gli anziani,” “che ostacolano lo scorrere delle carrozzine”, che, nel complesso, ne farebbero di cotte e di crude.
Adesso è il momento degli incolti i cui pareri sono confortati da quelli dei cosi detti potatori, che ti guardano con aria di superiorità’, come spesso accadeva, fin dal tempo dei romani,vantando tecniche basate sulla loro ignoranza e mancanza di voglia di istruirsi, che, bontà loro, più tagliano, più si può vedere il risultato, e (ma questo non si dice) più tagliano più guadagnano.
Sono oltre 50 anni che scrivo, insegno, e spando la voce contro il massacro degli alberi.
Dobbiamo anche renderci conto che, oltre a minare ed accorciare la vita di un albero, la potatura indiscriminata ridurrà per alcuni anni il fogliame e ben sappiamo che più fogliame presente nelle città significa avere meno inquinamento.
Qualsiasi pratica colturale  che abbia  per risultato la riduzione, anche temporanea, di fogliame degli alberi nelle zone ad elevato inquinamento, quali quelle urbane o lungo le strade ad  elevata  percorrenza di veicoli , i bordi di autostrade o a strade a denso traffico in primis , riduce le difese naturali  all’inquinamento presenti nella zona costituite dalla biomassa intesa come superficie fogliare .
A nostro parere inconsulte  pratiche cesorie che si vedono un po’ ovunque, come le capitozzature ingiustificate, o, anche, la potatura  di piante ornamentali atta a ridurre la massa fogliare al solo scopo di contenere lo sviluppo di piante arboree in zone urbane ( come pure gli innaturali tagli alla zona apicale di grandi  conifere  perché’ impiantate a distanze sbagliate da abitazioni o di strade), oltre al danno alla pianta arborea evidenziabile nel tempo sia come avviamento procurato a processi cariogenetici, si può  configurare come un intervento di inquinamento ambientale paragonabile, a quello che si attuata scaricando rifiuti tossici in zone aperte di campagna o in prossimità’ di falde freatiche.


(FOTO: Francesco Ferrini)

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Commenti

tina rizzo - inserito il 11/12/2012

manuntezione garbata e continua , mai???? solo capitozzature selvagge?

raffaello giannini - inserito il 04/04/2012

Sarebbe opportuno inviare la nota ai Sindaci, cominciando da Matteo Renzi!

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