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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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28 febbraio 2018

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NEMO’S GARDEN: quando l’agricoltura diventa sottomarina

di Elisabetta Princi*

Una serra sottomarina in profondità dove poter coltivare specie vegetali come il basilico: cosa hanno a che fare agricoltura e subacquea? Apparentemente nulla fino a qualche tempo fa. Oggi, grazie al progetto Nemo’s Garden sviluppato da Ocean Reef Group, azienda con base a Genova e una seconda sede in California che produce attrezzature subacquee, è possibile coltivare piante a 8-10 metri sotto il mare. Il progetto prende il via nel 2012 con la creazione di una serra sottomarina chiamata biosfera, installata per la prima volta al largo delle coste di Noli in provincia di Savona, nella quale sono piantati semi di basilico. Lo sviluppo delle piante risulta fin da subito particolarmente rapido; infatti nel giro di 48 ore i semi cominciano già a germogliare. Le 6 biosfere installate nella stagione 2017 al largo della spiaggia di Noli rappresentano un’evoluzione del concetto di serra sottomarina che si è incrementato nel corso degli anni in modo assai rapido. Le biosfere sono costituite da una struttura metallica ancorata al fondale e una cupola trasparente rigida riempita d’aria che consente alla luce di filtrare. Sono aperte sul fondo, per permettere l’entrata degli agricoltori subacquei e per creare l’interfaccia acqua-aria necessaria ad alimentare il sistema. Le biosfere richiedono solo un apporto iniziale di acqua dolce, e successivamente si rendono autonome dal punto di vista idrico. La luce che raggiunge le biosfere ancorate a 5-10 metri di profondità è sufficiente per la fotosintesi, favorisce l’evaporazione dell’acqua e scalda l’aria all’interno delle biosfere. Questo provoca la condensazione dell’umidità sulle pareti più fresche a contatto con l’acqua esterna, e l’acqua dolce così ottenuta, di fatto distillata, permette la crescita delle piante. Le serre sottomarine proteggono le piante dagli agenti atmosferici che spesso impediscono la coltivazione sulla terraferma: offrono condizioni ambientali stabili, una temperatura quasi costante, con piccoli sbalzi termici tra il giorno e la notte, e alti livelli di umidità (tra l’85 e il 95%) che favoriscono la crescita delle piante. Tutti i parametri fisici e ambientali sono monitorati in tempo reale e i dati registrati sono utilizzati con finalità di ricerca e resi disponibili al pubblico. Le biosfere sono isolate dal mondo esterno da uno spesso strato di acqua salata, al riparo dagli insetti erbivori, dai microrganismi patogeni e dalle piante infestanti che si diffondono facilmente sulla terraferma. Per questo la coltivazione nelle biosfere non richiede l’utilizzo di fitofarmaci e diserbanti, cosa che riduce l’impatto sull’ambiente, in questo caso l’acqua e il fondale marino. Al Nemo’s Garden si coltivano diverse piante, tra cui basilico, insalata, radicchio, timo, origano, e aloe. Analisi preliminari del basilico cresciuto nelle biosfere non hanno evidenziato alcuna differenza nel contenuto di oli essenziali e nell’aspetto se confrontato con quello cresciuto a terra. Si è però osservata una maggiore velocità di germinazione dei semi esposti all’alta pressione presente all’interno delle biosfere. Ciò rappresenta un valore aggiunto assolutamente promettente nell’ottica di future applicazioni delle fattorie sottomarine. Infatti le biosfere si stanno rivelando serre ottimali per la crescita vigorosa delle piante, in particolare utilizzando la tecnica idroponica: grazie alle temperature costanti e all’elevata umidità un sistema di questo tipo potrebbe essere molto efficiente, in particolare in quelle zone desertiche dove c’è escursione termica elevata e scarsità d’acqua dolce. Gli obiettivi futuri prevedono la realizzazione di un sistema sempre più autosostenibile, che permetta l’installazione di Nemo’s Garden in diverse parti del mondo con situazioni geografiche, metereologiche, politiche e sociali diverse. In quest’ottica sono già state approntate delle installazioni pilota in Florida, in Belgio e nelle isole Mauritius.

* L’articolo è la sintesi di una lettura organizzata dall’associazione “Amici dei Georgofili” di Pisa, svolta da Elisabetta Princi nell’ateneo pisano lo scorso 26 febbraio 2018 (Ocean Reef Group, Via Arvigo 2, 16010 Sant’Olcese (GE) - e.princi@oceanreefgroup.com)



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