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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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31 maggio 2017

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Politiche e strategie per la difesa del Suolo

di Carmelo Dazzi*

Prima del XX secolo e fino agli anni ’60 del secolo scorso, il suolo con la sua diversità, trovava considerazione quasi esclusivamente nel contesto della gestione agricola e della produzione alimentare. Nella seconda metà del secolo scorso, il notevole incremento dell’impatto globale dell’umanità sulle risorse naturali, ha determinato nell’opinione pubblica un pari incremento della consapevolezza della importanza delle risorse ambientali ed il suolo è uscito dal suo ambito agricolo per essere proiettato su di una scala ambientale più ampia e più consona alla sua importanza. Ciò è avvenuto a partire dagli anni 1980 ed in concomitanza dell’avvento dell’Antropocene. In virtù di questa acquisita consapevolezza, le tematiche legate alla qualità dell’ambiente sono divenute particolarmente sentite fra i cittadini europei, tanto che nel 2006 sono state proposte sette strategie tematiche che considerano diversi comparti ambientali e sono parte di una nuova visione delle politiche ambientali. 
La strategia tematica per la protezione del suolo è stata adottata dalla Commissione Europea il 22 settembre 2006, riconoscendo il ruolo centrale del suolo negli equilibri ambientali e di interfaccia fra litosfera, idrosfera, biosfera e atmosfera. La strategia tematica per la protezione del suolo formalizza il concetto di minaccia al suolo e alle sue molteplici funzioni. Sono state esplicitamente riconosciute come minacce: (1) l’erosione idrica ed eolica; (2) il decremento di materia organica; (3) la compattazione; (4) la salinizzazione; e (5) le frane. A queste sono state aggiunte (6) l’impermeabilizzazione permanente del suolo (soil sealing) e (7) la contaminazione (puntuale e diffusa). Questi fenomeni e processi di degradazione dei suoli, complessivamente determinano costi stimati in circa 40 miliardi di euro a livello europeo (European Commission, 2006). Tuttavia, nell’ottobre del 2013, la Commissione annunciava l’intenzione di cancellare la direttiva sul suolo (European Commission, 2013). In un comunicato stampa la Commissione sottolineava che “nonostante gli sforzi delle varie presidenze, il Consiglio non è stato finora in grado di raggiungere una maggioranza qualificata su questa proposta di legge a causa dell'opposizione di un certo numero di Stati membri che ne bloccano l’approvazione per motivi di sussidiarietà e di proporzionalità”.
È quindi giusto chiedersi “come adoperarsi per fare sì che il suolo venga inserito nuovamente nell’agenda del parlamento europeo e dei singoli stati, non solo in Europa ma ovunque nel mondo?” Come comportarsi nella valutazione economica del suolo quando a seguito di un’azione antropica che si fa sempre più intensa nel tempo e nello spazio la capacità di produrre beni o servizi da parte del suolo viene inficiata o perduta per sempre. Nei casi in cui le funzioni del suolo sono perdute “per sempre” o nei casi di perdita parziale delle funzioni del suolo come esprimere una valutazione economica della perdita della funzionalità del suolo?  
È questa una sfida che dovrebbe coinvolgere gli scienziati del suolo di ogni paese che dovrebbero unire i propri sforzi per ottenere un obiettivo di straordinaria importanza non solo per la scienza del suolo, ma per l’intera società civile. Riuscire ad attribuire un valore economico ai processi di degradazione e di desertificazione dei suoli mediante un algoritmo che possa poi essere considerato nel bilancio complessivo di una Nazione, rappresenterebbe un aspetto di particolare rilevanza per la società civile, poiché comporterebbe lo sviluppo di una forte percezione dell’importanza della risorsa suolo e accrescerebbe la diffusa consapevolezza delle funzioni del suolo negli equilibri ambientali.
È intuitivo, infatti, che se nel calcolo del prodotto interno lordo di ogni nazione si inserisse un valore che, anno dopo anno, tenesse conto del valore ecologico dei suoi suoli e delle variazioni di tale valore legato alle variazioni della sua funzionalità derivanti dalle azioni dell’uomo, assisteremmo ad un’autentica rivoluzione copernicana nella considerazione del suolo in ogni sfera della società! Potrebbe finalmente trovare compimento l’espressione usata dal presidente Roosevelt nel 1937 quando, per sollecitare l’emanazione di leggi per la conservazione del suolo scrisse: “la storia di ogni nazione è scritta nel modo in cui si prende cura dei propri suoli”.

*Presidente della European Society for Soil Conservation (ESSC)


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