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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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24 maggio 2017

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Il riuso delle acque reflue urbane in agricoltura: il progetto europeo DESERT

Nell’ambito della Call 2014 Water Works 2014-Eranet cofound del programma Horizon 2020, il Dipartimento di Scienze Agro-Ambientali e Territoriali dell’Università di Bari Aldo Moro (DiSAAT) coordina in qualità di Leader Applicant un progetto dal titolo “Low cost water desalination and sensor technology compact module” (DESERT) ammesso a finanziamento. 
Mercoledì 10 maggio si è tenuto preso la sede dell’Accademia del Georgofili-Sezione Sud-Est un seminario di presentazione del progetto DESERT, al quale sono intervenuti il coordinatore del progetto, prof. Salvatore Camposeo, il coordinatore esecutivo, dott. G. Alessandro Vivaldi, il responsabile della unità operativa del CREA-SCA, prof.ssa Anna Maria Stellacci ed il dott. Francisco Pedrero Salcedo, titolare di un post-doc presso il DiSAAT. Ha presentato l’iniziativa il Presidente della Sezione, prof. Vittorio Marzi, ed ha introdotto i lavori il prof. Pietro Rubino, già coordinatore del progetto PON “Interra”. L’Università di Bari vanta un ventennio di attività di ricerca e sperimentazione in materia di riuso in agricoltura delle acque reflue urbane, con diversi progetti finanziati PRIN. Il Progetto PON “Interra” è solo l’ultimo della serie coordinato dal gruppo di ricerca di Bari.
L’obiettivo generale del progetto DESERT è quello di sviluppare e sperimentare innovazioni sostenibili, tecnologiche e gestionali, che promuovano sul territorio, regionale, nazionale ed internazionale, il riuso di acque non convenzionali in agricoltura. La diffusione di tale pratica avverrà attraverso l’utilizzo di tecnologie che consentiranno di mettere a disposizione del settore primario risorse alternative che riducono al minimo gli impatti agronomici ed ambientali. Le innovazioni proposte riguardano:
- la sperimentazione di tecnologie sostenibili e a basso costo di trattamento delle acque reflue urbane mediante l’uso di energie alternative;
- realizzazione di un sistema innovativo di monitoraggio in continuo delle acque a fini irrigui e gestione intelligente dei nutrienti; 
- la definizione di protocolli per il calcolo di indici sintetici di qualità del suolo. 
Il progetto di durata triennale prevede, in particolare, la messa a punto di un prototipo di trattamento a basso costo delle acque reflue urbane per il riuso in agricoltura, che include trattamenti successivi attraverso filtrazione, ultrafiltrazione ed osmosi inversa per la rimozione dei sali. Il fabbisogno energetico dell’intero processo di trattamento sarà fornito da energia solare e le acque prodotte saranno utilizzate per fertirrigare due importanti specie arboree da frutto, olivo e mandorlo, presso le strutture sperimentali del DiSAAT dell’Università di Bari. Inoltre, sarà realizzato un sistema hardware & software innovativo per la gestione dei nutrienti in agricoltura attraverso il monitoraggio continuo dei nutrienti delle acque e, quindi, per la gestione della fertirrigazione. La maggiore disponibilità idrica derivante da fonti alternative da un lato scoraggerà lo sfruttamento e il conseguente deterioramento delle risorse idriche sotto-superficiali e dall’altro consentirà la sua valorizzazione per un riuso sostenibile in agricoltura. 
  
 
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