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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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02 marzo 2016

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Per l’olivicoltura siamo fermi, perfino ostili

Il grande pericolo, quello vero, è che da un lato si assiste al progressivo abbandono delle coltivazioni di olivo, anche perché l’Italia non è più al passo con i tempi e non riesce a rendere moderna la propria olivicoltura, valorizzando l’esistente. Il nostro paese sta perdendo lo spirito che animava i nostri avi: non piantiamo nuovi oliveti. Siamo fermi, e perfino ostili verso l’ipotesi di aprire a nuove piantagioni.
Gli altri paesi piantano e noi invece importiamo olio, incapaci di pensare al futuro. Non è un problema dovuto alla crisi economica, ma una questione strettamente culturale e perfino psicologica. Siamo in crisi di identità: difendiamo giustamente il passato, per non perderlo, ma non siamo più in grado di costruire il domani.

di Luigi Caricato su: www.olivomatto.it, 9/92/2916

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Commenti

Edoardo Costantini - inserito il 02/03/2016

Non è proprio così, il problema sono le truffe vedi http://quifinanza.it/soldi/olio-oliva-frodi-50-per-cento-campioni-cosi-condisco-italia/2184/

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