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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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09 dicembre 2015

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La sfinge “Testa di Morto”

di Santi Longo

Nel periodo autunnale, sulla chioma degli olivi, sono occasionalmente presenti le grandi larve eruciformi dello Sfingide Acherontia atropos che il poeta entomologo Guido Gozzano ha così descritto in una poesia dedicata al nostro lepidottero: “un bruco enorme e glabro, verde e giallo, ornato di sette zone oblique turchiniccie”. In realtà esistono anche delle forme scure con il torace chiaro, meno diffuse della forma tipica (Fig.1), interpretabili come colorazioni mimetiche crittiche che imitano, nella forma e nel colore, il substrato sul quale stazionano passando inosservate, soprattutto, ai Vertebrati predatori; tali larve, che possono raggiungere anche i 15 cm di lunghezza, rodono le foglie, di Solanacee spontanee e coltivate, nonché di varie piante arboree e arbustive; di norma non causano apprezzabili defogliazioni alle piante ospiti, in relazione alla bassa densità di popolazione e alla elevatissima mortalità causata da entomopatogeni e, soprattutto, dal Dittero Tachinide Sturnia atropivora le cui larve gregarie sviluppano nel corpo della larva ma sfarfallano dalla crisalide della Sfinge. L’adulto di A. atropos ha un’apertura alare di oltre 10 cm e può emettere uno stridio lamentoso che, secondo Gozzano, “L’entomologo tuttora indaga come l’Acherontia si lagni”. E’ accertato che il suono consiste in due brevi sequenze ripetute rapidamente: una di tono basso, dovuto alla dilatazione della cavità faringale, che fa vibrare una prominenza del palato, e una sequenza di tono alto dovuta all’espulsione dell’aria lungo la corta spiritromba che funziona come un fischietto. Il suono prodotto, unito al sollevamento delle ali, al rapido movimento dell'addome di colore giallo e alla secrezione di una sostanza dall'odore nauseabondo da ghiandole dell'addome, ha la funzione di scoraggiare l'attacco dei predatori. Inoltre, lo stridio è simile a quello dell’ape regina e servirebbe anche a calmare le api, consentendo al lepidottero di introdursi, di notte, nell’alveare per nutrirsi del miele che preleva dalle celle opercolate con la breve e robusta spiritromba. Le api operaie delle famiglie forti, uccidono la Sfinge e ne mummificano il voluminoso corpo con la propoli, mentre le famiglie deboli di Apis mellifera possono soccombere. Il lugubre suono e il disegno a forma di teschio, presente sul pronoto dell’adulto (Fig.2), hanno fatto sì che, nelle credenze popolari, essa venisse etichettata come portatrice di disgrazie, carestie e pestilenze. Non a caso Linneo la fece afferire al genere Acherontia, termine che fa riferimento all'Acheronte, fiume infernale che, secondo la mitologia greca, bisognava attraversare per accedere al regno dei morti. L'epiteto specifico atropos deriva da Atropo, nome della moire greca che recideva il filo della vita. La Sfinge testa di morto è presente nelle regioni afrotropicale e mediterranea nonché in parte dell’Asia occidentale. Svolge da una a tre generazioni annuali e, di norma, passa l’inverno allo stadio di crisalide nel terreno; da maggio a settembre gli adulti compiono lunghe migrazioni notturne verso il nord Europa, arrivando fino alla Scandinavia meridionale e all'Islanda. 
La Sfinge è nota anche ai non addetti ai lavori poiché è stata fonte di ispirazione per famosi artisti: pittori, poeti, scrittori e cineasti, che ne hanno variamente interpretato e trasfigurato, sia la morfologia che l’etologia.

 
Fig.in apertura: Larve mature di Acherontia atropos

Fig. sotto: Adulto neo sfarfallato di A.atropos


The Death’s Head Hawk Moth
During autumn, the large eruciform larvae of the Acherontia Atropos Sphingidae are occasionally found on the leaves of olive trees. The poet entomologist Guido Gozzano has described them in a poem dedicated to our lepidopter: “an enormous green and yellow hairless caterpillar, adorned with seven bluish diagonal areas”. The adult Acherontia atropos has a wingspan of over 10 cm and can emit such a mournful squeaking that, according to Gozzano, “entomologists are still investigating the Acherontia's complaints”. It has been ascertained that the sound consists of two rapidly repeated short sequences: a low tone, due to the dilation of the pharyngeal cavity that causes a vibration in the palate, and a high tone, due to air being expelled through the short proboscis that acts as a whistle. The sound emitted, together with the lifting of the wings, the rapid movement of the yellow abdomen and the nauseating substance secreted by the abdomen glands serve to discourage a predator's attack.


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