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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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21 ottobre 2015

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La Vitivinicoltura delle Cinque Terre

Lo scorso 16 ottobre 2015 si è svolto a Vernazza un convegno su “La vitivinicoltura delle Cinque Terre”, organizzato dalla Sezione Centro Ovest dell’Accademia dei Georgofili in collaborazione con l’Accademia Italina della Vite e del Vino

di Filiberto Loreti

Cinque Terre è il nome di un tratto della Riviera Ligure che comprende i paesi di Monterosso, Vernazza, Coniglia, Manarola e Rimaggiore. Cinque deliziosi Borghi che si inerpicano sulle ripide pendici dei monti che scendono a picco sul mare. La viticoltura riveste un ruolo fondamentale nella storia di questo territorio che insieme alla olivicoltura, sui tipici terrazzamenti tra cielo e mare, hanno fatto delle Cinque Terre, uno dei paesaggi più suggestivi della Riviera Ligure, tanto da meritarsi di essere inseriti nella “World List dell’UNESCO”e da consentire l’istituzione del Parco Nazionale delle Cinque Terre. Costituita nel corso dei secoli con sovrumani sacrifici e un grande impiego di manodopera per la costruzione e il mantenimento dei muretti a secco, ma con tanta passione per la coltivazione della vite, quella delle Cinque Terre rappresenta senza dubbio un classico esempio di viticoltura eroica. Questo è un territorio dalle caratteristiche oltremodo difficili: sentieri impervi a strapiombo su dirupi su cui inerpicarsi giornalmente, rendendo impossibile la meccanizzazione delle operazioni colturali, venti salmastri che se da un lato conferiscono al vino 
le tipiche note salmastre-iodate, quando troppo forti e persistenti, provocano ingenti danni quanti-qualitativi ai vigneti. Questi si estendono su una superficie di circa 80 Ha compresi nei tre comuni di Vernazza, Monterosso e Riomaggiore e una limitata zona nel comune di La Spezia denomina Tramonti. I vitigni risultati idonei per questo territorio e per le tipologie di vino prodotte sono il ‘Bosco’, l’’Albarola’ e il ‘Vermentino’  dai quali si ottengono ottimo vini bianchi conosciuti fin dal Medio Evo e serviti persino nelle mense dei Papi e dei Re. Attualmente vengono prodotti due tipologie di vino: il famoso passito Cinque Terre Sciacchetrà e il  Bianco Cinque Terre  che  si fregiano della DOC dal 1973.
Gli argomenti affrontati nel convegno hanno riguardato l’intera filiera vitivinicola: dagli aspetti storico-paesaggistici a quelli genetico-varietali, dalla gestione del vigneto alle tecniche di vinificazione e appassimento dell’uva, per terminare con un approfondito esame del profilo aromatico e le strategie di mercato dei vini prodotti in un territorio di rara bellezza. 


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Commenti

Leonardo Cimino - inserito il 29/04/2016

Solo oggi ho scoperto questo sito "Georgofili Info;notiziario di informazione.

Giovanni Mattei - inserito il 21/10/2015

Alla luce dei cambiamenti climatici rivedere il disciplinare in annate come queste acidita sotto terra in particolare per l albarola I passiti senza la spalla dell acidita non vanno lontano

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