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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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15 luglio 2015

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Valorizziamo l’autoctona ape nera siciliana

di Santi Longo, Gaetana Mazzeo

L’istallazione nell’area del Parco della Valle dei Templi di Agrigento di un apiario di api nere siciliane, merita ogni plauso e incoraggiamento ed è auspicabile che l’iniziativa venga presa in seria considerazione dai responsabili degli altri parchi, riserve e aree protette della Sicilia. La tutela dell’autoctona ape siciliana valorizzerebbe i risultati del progetto regionale “Apeslow”, mirato alla diffusione di api regine siciliane, nell’ambito del quale sono state ritrovate nuove linee genetiche che andrebbero ulteriormente diffuse e valorizzate. In tal modo verrebbe potenziato l’Albo degli Allevatori di Api Italiane, del MIPAAF, che ha quale funzione-obiettivo il miglioramento delle sottospecie autoctone di Apis mellifera L. (A. m. ligustica Spinola e A. m. siciliana Dalla Torre). Le suddette iniziative sono importanti, considerato che la sopravvivenza stessa di A. m. siciliana, esclusiva dell’Isola, già a partire dalla metà del secolo scorso è stata messa in serio pericolo da una serie di cause. E’ noto che l’isolamento geografico ha dato origine alla suddetta sottospecie che è una delle 25 note di Apis mellifera. e che dal punto di vista biometrico-statistico si colloca tra le europee A. m. carnica Pollmann, A. m. ligustica, e l’africana A. m. intermissa Buttel-Reepen. Anche riguardo alla caratterizzazione genetica e biochimica, A. m. siciliana, che ha un miotipo genetico africano, occupa una posizione intermedia fra le razze dell’area mediterranea-centrale e A. m. intermissa, quasi a costituire un ponte filogenetico tra api europee e africane. Riguardo alla bio-etologia l’ape siciliana è più incline alla sciamatura rispetto alle sottospecie europee e costruisce numerose celle reali; inoltre, similmente alle api siriane ed egiziane, la regina, per un certo periodo, nella fase di pre-sciamatura, convive con diverse regine vergini sue figlie (poliginia temporanea stagionale). Sotto questo aspetto è completamente isolata dalla ligustica e dalle razze europee. L’ape siciliana è abbastanza tranquilla durante le manipolazioni, impiega molta propoli e alleva la covata, femminile e maschile, durante tutto l’anno eccetto per un breve periodo di freddo intenso. Fino alla metà del secolo scorso, essa veniva allevata nelle tradizionali arnie orizzontali, seguendo tecniche risalenti, presumibilmente, all’epoca greca e romana. La complessità delle operazioni apistiche, l’abbandono dell’attività da parte dei vecchi apicoltori tradizionali, nonché la necessità di controllare la Varroa sono state le principali cause della quasi scomparsa di tale patrimonio tecnico e culturale. Inoltre, secondo molti apicoltori professionisti, le caratteristiche etologiche delle api siciliane (ben adattate al clima mediterraneo caratterizzato da lunghi periodi di siccità), un tempo valorizzate dagli apicoltori tradizionali con l’adozione di laboriose tecniche di allevamento, mal si conciliano con le attuali esigenze del settore che mira all’ottenimento di elevate produzioni di miele e alla contemporanea contrazione dei costi di produzione. E’ pur vero che le api mellifere vengono allevate per ottenere soprattutto miele e altri prodotti quali cera, polline e veleno, ma ben più importante, dal punto di vista economico ed ecologico, è il ruolo che le api svolgono quali impollinatori di piante spontanee e coltivate, nonché quello di bioindicatori dello stato di salute del territorio



Let’s support native Sicilian black bees

The installation of an apiary with Sicilian black bees in the Agrigento’s Valley of the Temples deserves all praise and encouragement. It is hoped that the heads of other parks, reserves, and protected areas in Sicily will seriously consider this initiative. Safeguarding native Sicilian bees would promote the results of the “Apeslow” regional project, directed at propagating Sicilian queen bees. The project has discovered new genetic lines that need further distribution and promotion. This would strengthen the Ministry of Agriculture and Forestry’s Register of Italian Bee Breeders whose function-objective is the improvement of the native subspecies of Apis mellifera L. (A. m. ligustica Spinola and A. m. siciliana Dalla Torre).



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